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“Papà aveva il coltello, volevo che lo mettesse a posto: è morto davanti a me”

Antonio Tafuro, 27 anni, interrogato dal gip conferma di essere intervenuto in una lite tra il padre e il fratello minore per la luce del telefonino

BRINDISI – “Era mio padre ad avere il coltello in mano: quando sono entrato in cucina stava rimproverando mio fratello per il telefonino perché la luce gli dava fastidio a letto. Sono intervenuto, volevo che lo rimettesse a posto. Poi l’ho visto sanguinare: è morto davanti a me”. Antonio Tafuro, 27 anni, di Brindisi, fermato per l’omicidio del padre Franco, 50 anni, nell’abitazione della famiglia in via Favia, ha confermato davanti al gip del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci, quanto aveva detto subito dopo la tragedia al pubblico ministero Luca Miceli arrivato sul posto assieme agli agenti della Mobile.

Omicidio volontario aggravato dai futili motivi

Resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario, aggravato oltre che dal vincolo di parentela, dai futili motivi che il pm ha contestato nell’immediatezza. Motivi che, nella ricostruzione del magistrato, sono legati al diverbio per l’uso dello smartphone quella sera, quando il capofamiglia stava andando a dormire e la luce del display si vedeva nel buio della camera da letto e gli impediva di riposare. Il gip ha condiviso questa impostazione e ha firmato, nella tarda mattinata di oggi, 6 novembre 2017, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il giovane ha voluto rispondere alle domande del gip, alla presenza del suo difensore, Daniela d’Amuri, per spiegare di nuovo che lui non voleva uccidere. Non voleva fare del male al padre e che quanto è avvenuto in cucina è stata una tragedia. Una disgrazia. Un fendente ha raggiunto il padre sul fianco sinistro, qualche centimetro sotto al cuore. La lama non gli ha lasciato scampo.

L’indagato ha spiegato di aver sentito il padre che rimproverava il fratellino, mentre erano in cucina. Lo ha visto prendere un coltello, uno di quelli sistemati nel cassetto delle posate. E’ intervenuto nel diverbio, è scaturita una litigata tra lui e il genitore. Ci sarebbe stata, secondo questa versione, un tentativo di toglierle il coltello. I due si sono avvicinati. In un movimento involontario la lama ha ferito a morte Franco Tafuro. Il giovane anche confermato di aver cercato di soccorrere il padre, ma l’emorragia era in atto. Il padre è morto davanti a lui, dopo essere riuscito a guadagnare l’uscita del condominio. La penalista, al momento, non ha avanzato alcuna richiesta.

L'autopsia

Sono stati interrogati dagli agenti, su delega del sostituto procuratore, il fratello minorenne, con l’assistenza di una psicologa e la madre dei ragazzi. Nessuno dei due, a quanto pare, sarebbe stato presente nel momento in cui Antonio Tafuro ha raggiunto il padre in cucina. Nell'abitazione che si trova nel rione Cappuccini sono stati sequestrati il coltello, gli abiti e le scarpe indossate dal ragazzo.

Nel pomeriggio di oggi, subito dopo il conferimento dell’incarico, il medico legale Antonio Carusi ha eseguito l’autopsia sul corpo della vittima allo scopo di accertare se la causa della morte sia effettivamente stata diretta conseguenza dell’unico fendente.

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