Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Via Vincenzo Monti

Paradiso, bando per costruire 50 alloggi: via le ultime baracche di Parco Bove

Due palazzine per un totale di 50 alloggi popolari nel quartiere Paradiso, a due passi dalla zona commerciale di via della Torretta e dal complesso anti-racket: le nuove abitazioni popolari saranno costruite tra via Monti e via Croce, a fronte di un investimento pari a cinque milioni di euro

BRINDISI – Due palazzine per un totale di 50 alloggi popolari nel quartiere Paradiso, a due passi dalla zona commerciale di via della Torretta e dal complesso anti-racket: le nuove abitazioni popolari saranno costruite tra via Monti e via Croce, a fronte di un investimento pari a cinque milioni di euro.

Il via libera al bando è arrivato dal Comune di Brindisi che punta sul nuovo complesso per ultimare l’operazione di riqualificazione urbana nella zona del rione Paradiso, allo scopo di archiviare una volta per sempre il passato raccontato dalle baracche di Parco Bove perché le costruzioni del Dopoguerra rimaste in piedi saranno abbattute così come è avvenuto per le altre della piazza all’ingresso del quartiere. Dal passato in effetti rinviene la volontà politica dell’intervento, poiché il primo passo mosso in questa direzione risale niente di meno che a 13 anni addietro, come si legge nella determina firmata ieri dal dirigente del settore Lavori Pubblici, Fabio Lacinio, nella premessa che equivale a una ricostruzione storica prima di arrivare all’approvazione del progetto esecutivo.

Il sì, infatti, venne espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 12 febbraio 2002, quando a Palazzo di città c’era la giunta di centrosinistra – post ribaltone – con fascia tricolore indossata da Giovanni Antonino, e si pensò al cosiddetto piano di zona 167. Tempi della politica in uno con quelli della burocrazia, fatto sta che di quel progetto si è tornati a parlare nel 2009 per una “integrazione”, sempre nell’ottica della promozione di “edilizia residenziale sociale nel Comune di Brindisi” e poi l’anno scorso, quando l’attuale Amministrazione, sempre centrosinistra, ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con la Regione Puglia, in seguito ammesso al “finanziamento nell’ambito del programma coordinato per l’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa. 

Il progetto tecnico ha ricevuto il via libera il 13 novembre 2014, con la previsione di un intervento su un’area di proprietà del Comune di Brindisi, compresa tra via Monti, via Croce e via della Torretta: pensando a questo triangolo si è messo al lavoro il gruppo composto dagli architetti interni al Palazzo, Valerio Costantino (nel frattempo l’incarico dirigenziale presso la ripartizione Patrimonio e Casa non gli è stato riconfermato), Fabio Lacinio, Marcella Marangio, Carlo Cioffi e dagli ingegneri, sempre comunali, Pietro Cafaro e Gaetano Padula. Questo nella fase iniziale, ora invece si apprende che “il gruppo deve intendersi composto da Antonio Iaia come responsabile del procedimento, Marcella Marangio, Gaetano Padula e Marco Locorotondo, supportati dal personale tecnico del settore Lavori Pubblici” e che il responsabile amministrativo è Teresa Morelli.

Sul piano della spesa, i 50 alloggi richiedono un investimento complessivo di cinque milioni e 942.627 euro, somma che il Comune è riuscita a reperire seguendo tre strade: innanzitutto quella che ha portato all’accesso ai Fondi Stato-Regione per tre milioni e 639.788 euro, quindi quella che ha garantito un finanziamento integrativo dalla Regione Puglia per un milione e 302.839 e infine quella che ha portato alla richiesta e alla concessione di un mutuo alla Cassa depositi e prestiti  per un milione tondo tondo.

L’importo a base d’asta è di 4.805.129,24 euro a cui devono essere aggiunti 200.407,54 euro per l’attuazione dei piani di sicurezza che non sono soggetti a ribasso. Devono essere considerati gli “allacciamenti ai pubblici servizi per 40mila euro, gli imprevisti, le sistemazioni esterne e la demolizione dei fabbricati di Parco Bove per 211.574,54”, quindi le “spese tecniche di progettazione per 99.962, il collaudo statico e tecnico-amministrativo per 30mila, le spese per denuncia al Nceu per 30mila, altre spese per accertamenti di laboratorio per 20mila, le spese di pubblicità di gara e oneri per cinquemila e infine l’Iva al dieci per cento pari a 500.553,68 euro”. 

Il termine per “l’esecuzione dei lavori è previsto in 490 giorni, naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna”. Le ditte interessate alla realizzazione delle palazzine dovranno far pervenire, a pena di esclusione, il plico sigillato contenente le offerte – economica e tecnica - entro il 20 ottobre prossimo (ore 13).

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