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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Carovigno

"Parcheggi di Pennagrossa: ecco i fatti, la D&A ha le carte a posto"

In riferimento al nostro articolo "Riaperto il vecchio parcheggio di Pennagrossa, il Comune si defila", riceviamo una nota dall'avvocato Giovanni Francioso, che tutela gli interessi della società D&A, con una ricostruzione degli iter

CAROVIGNO - In riferimento al nostro articolo "Riaperto il vecchio parcheggio di Pennagrossa, il Comune si defila", riceviamo una nota dall'avvocato Giovanni Francioso, che tutela gli interessi della società D&A, con una ricostruzione degli iter autorizzativi che conclude sottolineando come la stessa D&A abbia seguito scrupolosamente i percorsi previsti dalla legge. Pubblichiamo integralmente nel rispetto del diritto di replica.

"Con riferimento al pezzo oggi pubblicato riguardante la riapertura dell’area di sosta di Pennagrossa da parte di D&A, Vi comunico le fasi dei percorsi amministrativi sin qui succedutesi con il rilascio dl parere di valutazione di incidenza ambientale da parte del competente ufficio provinciale.

In seguito ad apposita delibera di indirizzo del consiglio comunale, i dirigenti del Comune di Carovigno procedevano all’avviso pubblico da Voi oggi richiamato; in seguito alla pubblicazione delle graduatorie delle manifestazione di interesse, per quanto riguarda il tratto di costa Pennagrossa-Scianolecchia, D&A, con l’area in parola, risultava essere la prima. Presentava altre manifestazioni con altrettante area sia in zona SIC che fuori anch’esse positivamente valutate ed inserite in graduatoria (è il consolidato mestiere della D&A peraltro proprietaria di due trenini turistici).

Pertanto rientrando l’area di parcheggio storico in sito di interesse comunitario, richiedeva immediatamente il rilascio di apposita VINCA, per 250 (poi ridimensionando a 175) posti auto. L’ufficio provinciale competente richiedeva quindi al Comune di Carovigno chiarimenti in ordine al procedimento amministrativo dallo stesso Ente avviato.

Ricevute tali informazioni la Provincia comunicava la sospensione del procedimento incardinato dalla D&A non potendo rilasciare tante Vinca per altrettanti interventi concentrati nel medesimo contesto ma dovendo invece gli stessi cumulativamente essere sottoposti a Valutazione di impatto ambientale, visto il numero di posti auto assentito ed i vincoli urbanistici ed ambientali ivi esistenti.

Il Comune di Carovigno ed i suoi funzionari (non potendo di fatto avviare un  procedimento per sottoposizione a VIA delle aree di parcheggio in pectore, non essendoci i tempi per concludere tale iter,  rimaneva silente ed impantanato, nonché responsabile dei danni economici causati agli aspiranti gestori di aree di sosta partecipanti all’avviso pubblico.

D&A presentava SCIA per la apertura di una delle aree di sosta proposte ed approvate fuori ambito SIC, per 250 posti auto.

Con l’approssimarsi dell’estate, stante l’inerzia degli uffici comunali, D&A sollecitava il Comune a dichiarare la impossibilità di procedere a VIA e conseguentemente dichiarare la ovvia decadenza delle ulteriori proposte autorizzate in area SIC (non potendo evidentemente ottenere il  rilascio di VINCA poiché orbitanti nel raggio di un chilometro dall’area della D&A) e la Provincia a concludere comunque il procedimento incardinato di VINCA.

L’ufficio ambiente della Provincia invitava quindi il Comune di Carovigno a comunicare l’esistenza di altri interventi nel raggio di un chilometro dall’intervento proposto da D&A, al contempo informandolo che in mancanza di riscontro avrebbe concluso l’iter precedentemente sospeso e rilasciato relativo parere.

Va da sé che eventuali iniziative intraprese da altri soggetti nel raggio di un chilometro, alla luce di quanto sin qui riportato, sono evidentemente prive di idonee autorizzazioni e che D&A ha operato nel pieno rispetto delle leggi.   

Egregio dott. Orlandini, ciò posto, ringraziandoLa per la disponibilità oggi telefonicamente manifestata, La prego di voler “rettificare” l’articolo oggi apparso, nel senso che, almeno secondo il mio parere, non può collegare una “precarietà autorizzativa” riferendosi alla riapertura del parcheggio storico di Penna Grossa. Come ho cercato di dimostrarLe (le carte Le possiede già) a rischiare non è (o non dovrebbe essere) D&A ma altri soggetti privati (longa manus di altri interessati) privi delle prescritte autorizzazioni. Spero condivida. Cordialmente, avv. Giovanni Francioso (difensore della D&A).  

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