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Parchi costieri nel degrado, e di interventi neppure l'ombra

Nulla di nuovo sotto il sole. I parchi urbani costieri di Brindisi sono sempre nell’abbandono. Eppure esiste una competenza precisa per la loro cura

BRINDISI - Nulla di nuovo sotto il sole. I parchi urbani costieri di Brindisi sono sempre nell’abbandono. Eppure esiste una competenza precisa per la loro cura affidata alla società in house del Comune, la Brindisi Multiservizi, che oramai per ciò che costa e per quanto grava sulle finanze disastrate del Comune capoluogo, dovrebbe dimostrare ben altra solerzia e attenzione nello svolgimento degli interventi.

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La realtà è sotto gli occhi di tutti. Proprio in estate, il Parco comunale di Punta del Serrone è abbandonato, preda delle erbe infestanti che, in caso di incendio, farebbero da esca provocando la distruzione della macchia mediterranea. Senza contare i rifiuti che continuano ad essere abbandonati nel sito. Ma lì c’è un problema di vigilanza, e qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini a cosa servono le telecamere reinstallate a Punta del Serrone (dopo che la prima rete di sorveglianza era stata portata via dai ladri).

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I brindisini che hanno a cuore la propria città e la costa continuano a documentare il degrado, anche del piccolo parco di Sbitri sorto sul sito della baraccopoli abusiva demolita anni fa, nel perimetro della ex polveriera dell’Esercito. La città dovrebbe andare fiera dei propri parchi urbani, invece li lascia in mano ai vandali e agli inquinatori, che assieme ai ladri costituiscono una piaga che si può sanare solo con comportamenti repressivi molto più severi e con la sorveglianza.

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Ma qui bisogna riparlare del problema Multiservizi: di piani industriali (quello del nuovo amministratore Giuseppe Marchionna pare non sia stato ancora depositato), affidamenti, soccorso con fondi comunali al bilancio permanentemente in rosso della società in house sono piene le cronache degli ultimi anni, mentre ci si chiede se a Brindisi siano state mai concesse proroghe per l’applicazione non solo della legge Madia, ma anche del codice civile.

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L’ultima persona a parlare di un taglio ai costi del personale di Multiservizi, una delle società pubbliche utilizzate a Brindisi dai politicanti a caccia di voti come ammortizzatori sociali  e mai diventate efficienti e competitive sul mercato (le responsabilità sono evidenti e storiche), fu l’avvocato Francesco Silvestre quando era vicesindaco della giunta Carluccio, indicando la necessità di una riduzione di almeno 350mila euro. Poi decise di andar via, e tutti sanno perché vista la storia dell’ultima amministrazione comunale brindisina. La questione potrebbe ripresentarsi a breve anche alla gestione commissariale.

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