Cronaca

L'impiegato: "Mi ha avvertito un collega. E' stata un bruttissima sorpresa"

Parla il dipendente comunale destinatario del manifesto che ne annunciava la morte. La solidarietà dell'assessore. Alla stessa persona, nel giugno 2014, era andata a fuoco l'auto

BRINDISI – Morto, pur essendo in perfetta salute Marcello De Blasi, 60 anni, dipendente del settore Lavori Pubblici del Comune di Brindisi: manifesti funebri con il suo nome sono stati affissi nella notte a Brindisi, in via Casimiro, piazza Matteotti e in alcuni vicoli del rione Commenda, dove vive la famiglia. La scoperta l’ha fatta stamattina alle 7,20 il diretto interessato che dopo aver pensato a uno scherzo di pessimo gusto ha sporto denuncia alla Digos. E sul Palazzo si scopre un clima di veleni, sinora tenuto sotto chiave.

“E’ venuto a mancare all’età di 60 anni, Marcello De Blasi: ne danno il triste annuncio la moglie e i figli. Le esequie si terranno nella sala del Consiglio comunale di Brindisi”: così ha scritto qualcuno che evidentemente aveva qualcosa da dire al dipendente che da 35 anni è in forza all’Amministrazione cittadino. Qualcuno che non lo vuole su questa terra, per chissà quale motivo.

Una minaccia di morte, a quanto pare, raccolta dalla Digos, mentre i colleghi della Scientifica hanno provveduto a rimuovere i manifesti assieme ai carabinieri, alla ricerca di qualche indizio utile per riuscire a risalire all’autore o agli autori, partendo da chi ha materialmente affisso quei manifesti. Qualche aiuto, probabilmente, arriverà dalle immagini delle telecamere del progetto Sicurezza Pon, attive in piazza Matteotti e nella zona del centro urbano, le stesse che si sono rivelate indispensabili per arrivare a dare un volto e un nome allo stragista del Morvillo, Giovanni Vantaggiato.

Ancora comprensibilmente sotto choc il dipendente pubblico: “Sono uscito di casa come ogni mattina per andare al lavoro e mi ha telefonato un amico chiedendomi se avessi già fatto la denuncia”, racconta De Blasi. “Io gli ho chiesto, scusa, ma che dici? Sì la denuncia per quella cosa. Quale? Ma non hai viso i manifesti? E io sono caduto dalle nuvole? Mi ha letto il testo e per poco non mi veniva un infarto. Sono corso al Comune e lì ho visto, ma dicono che ne hanno messi alcuni anche vicino casa di uno zio che vive alla Commenda”.

“Certo, qualche contrasto sul posto di lavoro c’è sempre, ma non sono uno che si appiccica. Ho sempre lasciato correre. Ma minacce mai, mai ricevute”. Una tra le prime persone che ha incontrato è stato l’assessore ai Lavori Pubblici, Cosimo D’Angelo, già in ufficio: “Ho saputo e l’ho incontrato per esprimergli la mia solidarietà personale e quella dell’intera amministrazione comunale di Brindisi”, dice il titolare della delega. “Il gesto lascia sgomenti. E’ poco parlare di sdegno per quanto avvenuto. Certo è che il clima non è dei migliori”.

Il riferimento è a quanto si respira all’interno del Palazzo, dove da qualche a tempo a questa parte i rapporti non sarebbero proprio idilliaci. Di più, per ora, non è possibile sapere. Fra la gente presente davanti all’ingresso della ripartizione ai Lavori pubblici, qualcuno si lancia in ipotesi. Affermazioni da prendere come sfogo in un momento di tensione, immediatamente dopo la scoperta, quando ancora sono al lavoro gli agenti della Digos e della Scientifica.

Secondo indiscrezioni, il dipendente dato per morto, ha qualche nome in mente da fare. Ufficialmente, la denuncia è stata sporta contro ignoti. Ma le generalità di qualcuno da tenere sotto controllo e da convocare per essere interrogato sembra siano state fatte. Nella denuncia, inoltre, è stato ricordato un precedente che si riferisce allo scorso anno: a giugno 2014 venne data alle fiamme l’auto di De Blasi. Non fu un incendio dovuto a un corto circuito, disse più di qualcuno. A meno di un anno la dichiarazione di morte. Non uno scherzo.

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