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La questura di Brindisi

La questura di Brindisi

Parlamentarie, ascoltati trenta testi

BRINDISI - Almeno una trentina di persone ascoltate dalla Digos di Brindisi, alcune ‘anomalie’ confermate dai testimoni invitati a rispondere alle domande come persone informate sui fatti, e un’inchiesta pronta a girare in fretta la boa.

BRINDISI - Almeno una trentina di persone ascoltate dalla Digos di Brindisi, alcune 'anomalie' confermate dai testimoni invitati a rispondere alle domande come persone informate sui fatti, e un'inchiesta pronta a girare in fretta la boa, perché il magistrato possa valutare se vi sono responsabilità ipotetiche da riferire a qualcuno.

Sono proseguite oggi le audizioni dei poliziotti della questura di Brindisi, diretti da Vincenzo Zingaro, che stanno indagando sullo svolgimento delle primarie del centrosinistra su delega del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi ipotizzando il reato di falsità in scrittura privata. Si valuterà, inoltre, se andrà modificata l'ipotesi d'accusa.

L'inchiesta, fra i veleni di genere squisitamente politico, prosegue dritta e rapida, senza battute d'arresto. Spedita, visti i riscontri positivi alle presunte anomalie segnalate lo scorso gennaio da Franco Colizzi, il direttore del Centro di salute mentale di Brindisi che, inascoltato dai vertici del suo partito (Sel), per il quale correva alle primarie, ha deciso di presentare un esposto consegnandolo ai magistrati di Brindisi.

L'inchiesta è stata avviata e delegata alla Digos, che sta andando avanti a passo svelto. Ci sono foto e un video. Ci sono almeno trenta testimonianze. Si aggiungerà probabilmente, anche la ricostruzione dei fatti che vorrà fare un'altra candidata alle primarie, per il Pd, Antonella Vincenti di San Donaci (portavoce delle donne del Pd) che si è dichiarata a disposizione del magistrato per riferire sulle parlamentarie.

"Immediatamente dopo l'esito dello scrutinio ho presentato un ricorso alla Commissione Nazionale di Garanzia del Pd per denunciare alcune anomalie nell' affluenza ai seggi in alcuni Comuni, tra cui quelli di Oria, Torre Santa Susanna e di Francavilla Fontana, gli stessi - guarda caso - che sono presenti nella denuncia del dott. Colizzi. Ma a Roma - afferma Antonella Vincenti - la faccenda ha trovato scarso interesse, forse perché considerata una accettabile anomalia".

Quanto a Colizzi, invece, egli ha rilevato una serie di stranezze e ha portato come esempio quanto si sarebbe verificato nel comune di Torre Santa Susanna. Sarebbe 'palese' secondo Colizzi il "mancato confronto dei dati dell'afflusso al voto rispetto alla"platea prevista". L'esempio si riferisce a quanto accaduto nel seggio elettorale di Torre Santa Susanna: "alle primarie del 25 novembre c'è stato il seguente andamento: ore 12.00, votanti 143; ore 17.00, votanti 400; totale finale, votanti 565 (voti validi 562), di cui 274 voti a Vendola e 226 a Bersani (quasi nulla gli altri candidati)".

Poi, invece "il 30 dicembre, questo l'andamento ufficiale dell'afflusso al voto nello stesso seggio di Torre santa Susanna: ore 12.00, votanti 220; ore 17.00, votanti 450; totale finale,votanti 646 (leggasi seicentoquarantasei)".

"In sostanza - scriveva Colizzi - al voto a Torre Santa Susanna si sarebbero recate non solo tutte le persone che hanno votato a novembre, ma ben 81 (leggasi ottantuno, siamo in un piccolissimo centro) persone in più. Quanto alle preferenze, il Pd avrebbe ottenuto 346 voti e Sel 296 (dei quali 280 al candidato Matarrelli, più suffragato dello stesso Vendola, e 12 al candidato Colizzi)".

 

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