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Il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi

Il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi

Parlamentarie, le indagini si allargano

BRINDISI - Nuovo giro di audizioni a campione nell’ambito dell’inchiesta sulle primarie brindisine. Gli investigatori nelle scorse settimane, prima della pausa ferragostana, hanno convocato e ascoltato almeno un'altra ventina di persone riportate come "votanti".

BRINDISI - Nuovo giro di audizioni a campione nell'ambito dell'inchiesta sulle primarie brindisine. Gli investigatori nelle scorse settimane, prima della pausa ferragostana, hanno convocato e ascoltato almeno un'altra ventina riportate come "votanti", per rilevare ancora una volta più di qualche anomalia nello svolgimento delle consultazioni interne di fine dicembre, indette da Sel e Pd per la selezione dei candidati da inserire nei listini di Camera e Senato. Il focus riguarda unicamente le primarie - parlamentarie in provincia di Brindisi.

L'approfondimento investigativo è condotto dalla Digos su nuova delega del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi che a inizio estate aveva incaricato gli agenti di eseguire ulteriori verifiche e riscontri nell'ambito del procedimento che coinvolge al momento almeno cinque persone (tutti scrutatori che avrebbero quindi compilato le liste dei partecipanti, paganti, alle parlamentarie) e che parte dall'esposto del medico ostunese Francesco Colizzi, dirigente del Centro di salute mentale di Brindisi e candidato per Sel alle parlamentarie.

Il reato ipotizzato è falsità in scrittura privata ma nel caso in cui si dovessero trovare ulteriori conferme, le contestazioni potrebbero coinvolgere altre persone oltre ad aggravarsi. Va infatti verificato se vi sia stato per coloro che, al termine di tutto l'iter, sono finiti in Parlamento, un vantaggio illecitamente conseguito. Se cioè la loro inclusione nelle liste la cui compilazione, per via della legge elettorale in vigore, il cosiddetto Porcellum, è a cura dei partiti sia stata "pilotata" da una competizione - farsa.

Le primarie, va ricordato, non sono uno strumento costituzionalmente riconosciuto ma un metodo di selezione non ufficiale. Per recarsi a votare, tuttavia, era previsto il versamento di un contributo, circostanza questa che potrebbe rendere ancor più grave un'eventuale condotta non regolare. Bisognerà comunque attendere che trascorra l'estate, stagione di gran lavoro per la Digos di Brindisi, per giungere a un nuovo giro di boa e fare il punto sulle indagini.

Quel che si sa è che tanto nella prima, quanto nella seconda tranche di votanti ascoltati, sono emerse delle stranezze. In buona sostanza c'è chi ha appreso solo negli uffici della questura di Brindisi di aver espresso la propria preferenza: in realtà, pur essendo incluso nelle liste, non era mai andato al seggio. Qualcuno quindi aveva inserito il suo nome. E poiché non si tratta di un caso isolato, ma di alcune decine di persone, allora è impossibile che si tratti di un errore materiale.

A quanto si è appreso le anomalie riscontrate riguarderebbero la totalità dei candidati alle primarie del centrosinistra, quindi non solo i concorrenti di Sel ma anche del Partito democratico.

In particolare, stando a quanto denunciato da Colizzi, i risultati atipici si sarebbero concentrati nei comuni di Oria, Torre Santa Susanna e Francavilla Fontana. Nessuno dei politici che potrebbero essere sfiorati dall'inchiesta, anche soltanto come beneficiari inconsapevoli di un vantaggio, ha mai ritenuto di intervenire al riguardo preferendo un silenzio evidentemente fiducioso nel lavoro della magistratura.

 

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