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Tribunale di Brindisi

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Partita Sky in sala scommesse: assolto titolare

ORIA - Sette spettatori non bastano per sostenere che la proiezione di una partita trasmessa da Sky, e quindi destinata solo ad uso domestico, sia reato. Sono troppo pochi, se per altro non viene chiesto agli stessi alcun sovrapprezzo e l’evento non è pubblicizzato.

ORIA - Sette spettatori non bastano per sostenere che la proiezione di una partita trasmessa da Sky, e quindi destinata solo ad uso domestico, sia reato. Sono troppo pochi, se per altro non viene chiesto agli stessi alcun sovrapprezzo e l'evento non è pubblicizzato. E' la tesi sostenuta dagli avvocati di Gianluca Lamendola, assolto oggi con la formula "perché il fatto non costituisce reato": è il titolare di un centro scommesse di piazza Lorch, a Oria, e ha affrontato un processo dinanzi al giudice monocratico di Francavilla Fontana prima, di Brindisi poi, al fianco dei suoi avvocati Domenico Attanasi e Antonio Farina. I fatti risalgono al 2010, la partita in questione era un match della Liga spagnola.

Secondo l'accusa l'imputato, Gianluca Lamendola, aveva violato la normativa che consente di utilizzare il servizio criptato limitatamente ad ambiti familiari o domestici, essendo vietato l'utilizzo in ambito commerciale o in locali aperti al pubblico. Il Tribunale ha aderito alla tesi difensiva secondo cui la condotta contestata non costituisce illecito penale, per difetto del "fine di lucro", qualora la trasmissione dell'evento non sia pubblicizzata, non sia richiesto un sovrapprezzo per la visione e il numero di avventori presenti nel locale sia esiguo.

 

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