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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Patenti facili: in tre davanti al Gip

BRINDISI – Patenti facili, primi interrogatori. Sono comparsi stamane, dinanzi al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso, i tre titolari di scuole guida nei Comuni di Ostuni, Carovigno e Fasano, finiti in carcere con l’accusa di associazione a delinquere, falsità ideologica per induzione ed altri reati contro la fede pubblica per avere truccato le prove d’esame per il conseguimento di abilitazioni alla guida di automezzi. Giuseppe Lanzillotti (37 anni, originario di Brindisi e residente a Carovigno), Giuseppe Flora (55 anni, originario di Carovigno e residente a Ostuni) e Giuseppe Caramia (46 anni, originario di Alberobello, in provincia di Bari), titolari di autoscuole con sede rispettivamente a Carovigno, Ostuni e Fasano, hanno risposto alle domande del Gip.

BRINDISI - Patenti facili, primi interrogatori. Sono comparsi stamane, dinanzi al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso, i tre titolari di scuole guida nei Comuni di Ostuni, Carovigno e Fasano, finiti in carcere con l'accusa di associazione a delinquere, falsità ideologica per induzione ed altri reati contro la fede pubblica per avere truccato le prove d'esame per il conseguimento di abilitazioni alla guida di automezzi. Giuseppe Lanzillotti (37 anni, originario di Brindisi e residente a Carovigno), Giuseppe Flora (55 anni, originario di Carovigno e residente a Ostuni) e Giuseppe Caramia (46 anni, originario di Alberobello, in provincia di Bari), titolari di autoscuole con sede rispettivamente a Carovigno, Ostuni e Fasano, hanno risposto alle domande del Gip.

Assistititi dai loro legali (gli avvocati Francesco Saponaro, Michele Turchiarulo e Stefano D'Amico) hanno cercato di chiarire la loro posizione, rispetto al quadro accusatorio emerso nel corso della complessa attività investigativa curata dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Fasano.

In sede di attività investigativa, le fiamme gialle, con l'ausilio di videocamere e intercettazioni telefoniche, avrebbero accertato in particolare che alcuni candidati, utenti delle scuole guida finite nel mirino dell'inchiesta, venivano aiutati dall'esterno durante la prova scritta a individuare la risposta esatta ai quesiti attraverso l'utilizzo di orologi-trasmettitori e telefoni cellulari.

E proprio la "sofisticata" attrezzatura utilizzata per porre in essere il contestato ed illecito sistema di acquisizione delle patenti di guida, è stata al centro stamane dell'interrogatorio di garanzia. Sarebbe stato proprio Lanzillotti, infatti, a chiarire che quell'orologio con funzioni da telefonino ed utilizzato per comunicare in sede di esame con i candidati, gli era stato regalato qualche anno fa da amici, ma non certo perché fosse destinato ad usi impropri. Ed invece, proprio la multifunzionalità di quella tecnologia avrebbe spinto Lanzillotti & Co a trasformare gli esami di guida in una passeggiata facile facile.

Non poche, poi, le domande che il Gip ha rivolto a Flora. Secondo l'accusa, il cinquantacinquenne ostunese avrebbe materialmente accompagnato presso la sede d'esame uno dei "candidati" finiti sotto inchiesta. E sempre lui avrebbe caldeggiato la possibilità di organizzare più esami con il metodo truffaldino dell'orologio-cellulare: "Tre o quattro ne ho", avrebbe confidato nel corso di una conversazione telefonica intercettata dagli investigatori.

In particolare, sapendo che la strumentazione nella disponibilità dell'organizzazione permetteva di seguire un solo candidato per volta, sarebbe stato proprio Flora a suggerire di scaglionare gli esaminandi. La Difesa, intanto, sembrerebbe orientata in primo luogo ad avanzare istanza di attenuazione delle misura cautelare ed in subordine richiesta di scarcerazione dinanzi al Tribunale della Libertà.

Domani, intanto, a comparire dinanzi al Gip saranno i neo-patentati finiti ai domiciliari e sui quali grava l'accusa di falso ideologico: Antonio Massaro (57 anni, di Brindisi), Marco Borini (21 anni, originario di Castel San Pietro, in provincia di Bologna), Angelo Ferrari (45 anni, di Brindisi), Christian Ferrari (19 anni, di Brindisi) e Giovanni Dorsi (57 anni, di Castellana Grotte, in provincia di Bari).

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