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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Mesagne

Paziente lo accusa di averle toccato il sedere, medico sotto processo

MESAGNE – E’ accusato di avere allungato le mani su una paziente. E per questo è accusato di violenza sessuale. Si tratta di un medico molto noto, nativo di Mesagne, dipendente di un ospedale di un’altra provincia. Ad accusarlo è una donna che si sarebbe recata nel suo studio per una visita. Il medico, è sempre l’accusa della donna, le avrebbe sfiorato il sedere con una mano. Gesto che non sarebbe stato gradito dalla signora in questione. Si rivolse alle forze dell’ordine e denunciò l’accaduto.

MESAGNE - E' accusato di avere allungato le mani su una paziente. E per questo è accusato di violenza sessuale. Si tratta di un medico molto noto, nativo di Mesagne, dipendente di un ospedale di un'altra provincia. Ad accusarlo è una donna che si sarebbe recata nel suo studio per una visita. Il medico, è sempre l'accusa della donna, le avrebbe sfiorato il sedere con una mano. Gesto che non sarebbe stato gradito dalla signora in questione. Si rivolse alle forze dell'ordine e denunciò l'accaduto.

Il medico, rinviato a giudizio, nonostante abbia sostenuto di essere totalmente estraneo all'accusa di avere usato violenza sessuale nei confronti della donna, ora sta cercando di difendere il proprio onore in tribunale. Questa mattina il processo è ritornato dinanzi al collegio presieduto da Gabriele Perna. Ma è stato subito rinviato perché un giudice del collegio (la dottoressa Perrelli) è stata trasferita. E quindi il professionista, difeso dagli avvocati Camassa e De Guido, dovrà attendere ancora del tempo prima di vedere riconosciuta la sua verità.

I fatti risalgono a qualche tempo fa. Un fulmine a ciel sereno per chi conosce la serietà del medico in questione. Ma, ovviamente, di fronte alla denuncia della paziente (sicuramente una bella donna), il giudice per l'udienza preliminare ha rinviato a giudizio in modo che possa essere il collegio ad approfondire meglio la vicenda. La violenza sessuale, purtroppo, è un reato molto diffuso ed attualmente il maggior numero di processi che viene affrontato nel Tribunale di Brindisi riguarda vicende del genere. Questa mattina, su cinque cause in calendario ben tre erano per violenza sessuale. E non c'è giorno che il tribunale non debba da affrontare un processo per abusi sessuali su donne e ragazzine.

Ieri mattina si è concluso quello nei confronti dell'ex assessore comunale di Brindisi Domenico Sanna con la condanna a sei anni di carcere. I giudici del tribunale di Brindisi non sono teneri su questo piano. Nei giorni scorsi Domenico Idrontino, infermiere cegliese, è stato condannato a sei anni di carcere per abusi su tre donne in cura nel reparto psichiatrico di Ceglie Messapica.

Poche settimane fa è stato condannato a quattro anni, con il rito abbreviato, Leonardo Filomeno Barnaba, professore di musica di Villa Castelli, riconosciuto responsabile di violenza sessuale. E qualche giorno prima era toccato a Ettore C., gioielliere di 64 anni, condannato a sei anni, per violenza sulla figlia di primo letto della moglie. Otto anni, invece, il tribunale aveva inflitto a uno straniero, sempre per violenza sessuale.

Linea dura.

Ma per fortuna le donne hanno anche trovato il coraggio di denunciare i tanti abusi che subiscono sul posto di lavoro, per strada e anche in casa. Sostenute da una legge che non parte dalla presunzione di responsabilità della donna perché magari aveva la gonna corta o il pantalone attillato e quindi era potenzialmente provocante. E non è più tempo in cui la Cassazione assolve il violentatore perché la vittima aveva i pantaloni stretti e quindi, per abbassarli, giocoforza, doveva essere consenziente.

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