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Antonio Elefante

Antonio Elefante

Pd, pronte le dimissioni in blocco dei consiglieri: "Voto subito"

I sei del gruppo fanno un passo indietro prima delle dimissioni del sindaco previste per lunedì. Loiacono, Brigante, Valentino, Ribezzi, Latini ed Elefante compatti dopo mesi di scontri fuori e dentro l’aula

BRINDISI – Pronti alle dimissioni i consiglieri del Pd prima che arrivino quelle del sindaco Mimmo Consales, previste per lunedì dopo essere arrestato questa mattina, perché vogliono evitare il commissariamento lungo e andare alle elezioni subito, in primavera. E ancor prima, portare a casa, l’onore. Per farlo devono bruciare i tempi, fare in fretta, e di fatto lanciano un messaggio ai rivali di sempre, quelli dell’altra sinistra e del centrodestra pronti la scorsa settimana a fare lo sgambetto al primo cittadino. E oggi determinati a invocare lo scioglimento delle Assise con Mauro D’Attis.

Il Partito democratico, del resto, da Bari con Michele Emiliano subito dopo aver appreso la notizia dell’arresto eccellente, ha fatto sapere che oltre non era possibile andare. E’ stato un turbinio di telefonate sull’asse Bari-Galantina, dove risiede il commissario cittadino del Pd, Sandra Antonica, poi su quello Galatina-Brindisi e ancora Bari Brindisi.

Nel giro di un paio d’ore sono stati chiamati a raccolta gli uomini del Pd presenti in consiglio,  da Antonio Elefante che per mesi è stato ritenuto il “contestatore” del sindaco e della sua maggioranza di centrosinistra al punto da non votare il bilancio,  al capogruppo Salvatore Brigante, il quale più di una volta è sceso in difesa del sindaco Mimmo Consales , non risparmiando post su Facebook al veleno nei confronti di Elefante.

Tutto finito di fronte all’arresto del sindaco, rimasto impigliato nella questione rifiuti. Finito l’astio interno al Partito democratico, finito il clima di tensione tra il Pd cittadino e il sindaco, finito a questo punto il tira e molla per le dimissioni. Finita l’esperienza Consales. Perché i sei sono d’accordo e sono pronti a fare un passo indietro.

Il motivo? Uno solo, da cercare nella volontà di evitare che la città Brindisi sia costretta nuovamente a fare i conti con un periodo di commissariamento lungo che si avrebbe nel caso delle dimissioni di Consales. Il sindaco, infatti, tramite il suo difensore, Massimo Manfreda, avrebbe fatto sapere  di lasciare l’incarico lunedì mattina con lettera da fare recapitare al segretario generale.

Diverse, invece, sarebbero le conseguenze nel caso in cui dovessero effettivamente esserci le dimissioni dei consiglieri comunali: se e solo se in 17 faranno un passo indietro, allora il consiglio sarà sciolto e si potrà evitare il commissariamento lungo, dal momento che si andrà a votare in primavera.

Ci sono i tempi. Si è ancora in tempo sino al 20 febbraio. E lo sostengono quelli del Pd, compresi quei consiglieri che sino a ieri parlavano di corsi, fantasmi e affini che gioivano nell’augurare la fine anticipata dell’Amministrazione Consales.

Oggi sono i primi a ritenere di dover mettere il punto. E lo faranno, a quanto pare, tra oggi e domani mattina al massimo. Sono gli stessi che l’altro ieri avevano persino chiesto consulenza a un legale per agire contro il commissario cittadino, ritenendo di essere stati lesi nell’immagine. A Brindisi è successo anche questo. Ed è successo che il sindaco sia stato arrestato. Non vox populi, per davvero.

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