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Cronaca

"Multe pagate a politici": appello da rifare nei confronti di ex manager Multiservizi

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a un anno e otto mesi emessa in secondo grado a carico di Teodoro Contardi, ex amministratore della partecipata

BRINDISI – Si dovrà rifare il processo d’appello nei confronti di Teodoro Contardi, ex amministratore della Brindisi Multiservizi, accusato di peculato. La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio per nuovo giudizio a un’altra sezione della Corte d’appello di Lecce, della sentenza di condanna a un anno e otto mesi di reclusione depositata a settembre 2023. In primo grado, il tribunale di Brindisi aveva condannato il commercialista, difeso dall’avvocato Livio Di Noi, a due anni, con sospensione della pena.

La vicenda risale a un arco temporale compreso fra il 2010 e il 2023 e riguarda il presunto pagamento, con denaro della società in house del Comune di Brindisi, di multe per violazioni al Codice della strada, nei confronti di politici e professionisti. 

Secondo l’accusa, Contardi si sarebbe appropriato di denaro dell’azienda, utilizzandolo per “il soddisfacimento di interessi di terzi”. Si tratta di 168 persone alle quali l’ex manager della partecipata avrebbe pagato le multe. Le somme, sulla base del teorema accusatorio, “prelevate dalla cassa aziendale da dipendenti preposti all’ufficio amministrazione e consegnate ad altri che poi effettuavano il pagamento a titolo di estinzione”. Le risorse economiche, insomma, sarebbero state utilizzare per scopi diversi dal pubblico interesse. 

In primo grado il Comune di Brindisi si è costituito parte civile, ottenendo il diritto al risarcimento danni, da quantificare in sede civile. Dopo la condanna a due anni inflitta dal tribunale di Brindisi, la Corte d’appello ha riconosciuto le attenuanti generiche in favore dell’imputato, rideterminando in un anno e otto mesi la pena, 

Nel ricorso in Cassazione, l’avvocato Di Noi contesta la mancanza di prove circa il fatto che i beneficiari “piuttosto che proporre impugnazione avevano chiesto il favore che il verbale di contestazione fosse annullato e/o revocato e che tutti avevano chiesto ciò sulla base dell'esercizio del potere di autotutela”.

La difesa rimarca che “tutte le multe sono state pagate sul conto del Comune di Brindisi e poi ripagate dai beneficiari, sollecitati dalla Procura per evitare di essere indagati”. Inoltre si fa presente che Contardi “non è superiore gerarchico degli ausiliari del traffico, non ha annullato alcuna multa, ha solo pagato le multe erroneamente elevate dai propri dipendenti o effettuate ai propri dipendenti” e “non è incaricato di pubblico servizio”. Il danno patrimoniale del Comune di Brindisi sarebbe insussistente, in quanto le multe sono state pagate due volte. Insussistente, sempre sulla base del ricorso, anche il danno da immagine, “non essendovi alcun rapporto funzionale tra l'imputato e il Comune di Brindisi”. 

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