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Cronaca

Penna apre l'album dei delitti della Nuova Scu. Intanto Gagliardi tace

Scena muta. Anche Carlo Gagliardi, il 35enne mesagnese accusato dell’assassinio di Massimo Delle Grottaglie avvenuto dieci anni fa, non risponde alle domande del gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenuto questa mattina nel carcere di Parma. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere come il presunto complice, il 31enne Antonio Campana. Entrambi restano in carcere.

Scena muta. Anche Carlo Gagliardi, il 35enne mesagnese accusato dell'assassinio di Massimo Delle Grottaglie avvenuto dieci anni fa, non risponde alle domande del gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia tenuto questa mattina nel carcere di Parma. L'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere come il presunto complice, il 31enne Antonio Campana. Entrambi restano in carcere.

I due indagati sono solo i primi killer - veri o presunti - consegnati alla giustizia dalle rivelazioni del pentito Ercole Penna. Non sono solo rumors quelli secondo cui il collaboratore ha già svelato nomi, cognomi e moventi dei numerosi delitti commessi negli anni bui della guerra di mala fra cosche marchiate Sacra corona unita. Le prove che Penna ha già dato fondo alla memoria monumentale di affiliato storico, protagonista del giuramento di sangue alla mafia salentina da quando aveva 16 anni, stanno nei verbali resi nei primi sei mesi di collaborazione. Documenti zeppi di omissis, i cui contenuti saranno svelati da qui a breve, che promettono di fare il paio con la lunga teoria di delitti svelati da un altro pentito d'oro della Scu, Vito Di Emidio, alias Bullone.

Penna parla da un punto di vista privilegiato, anche rispetto a Di Emidio. Se Bullone conta l'infamante primato di killer sanguinario, con "diciannove forse ventuno" omicidi al proprio attivo, Penna è boss d'altra razza. Tutto quello che sa, lo sa perché gli toccava saperlo, in ragione del ruolo occupato ai vertici del clan dopo la carcerazione di Antonio Vitale e Massimo Pasimeni. Il delitto Delle Grottaglie non è l'unico di cui Linu lu biondu ha parlato. Il primo assassinio rimasto senza colpevoli è quello di cui Penna ha accusato se stesso. L'omicidio è quello di Ezio Pasimeni, per il quale il boss all'epoca non ancora pentito era stato assolto per ben due volte. "L'ho ucciso io", ha detto il neo-collaboratore di giustizia nel primo verbale consegnato alla procura antimafia, e non era da solo. Non è un caso che la pagina di quel verbale sia stata cautamente coperta da omissis, il prosieguo delle dichiarazioni è dunque noto solo agli inquirenti.

Nelle pagine successive Penna parla proprio di Delle Grottaglie, e dice: "Nello stesso anno (omissis) ci fu l'omicidio di un tal (omissis) Messapica. Era stato Massimo Delle Grottaglie che si era rivolto a me per la mia veste di responsabile e di referente del gruppo di Massimo Pasimeni (essendo quest'ultimo detenuto)". La vittima sacrificale del clan Campana insomma, viene indicato come autore di un omicidio, gli investigatori e la procura sanno quale. Penna prosegue: "Mi chiese come dovesse comportarsi ed io replicai che si trattava di un suo ragazzo e che dove essere lui a decidere (omissis). Era infatti necessario che venissi informato nella mia veste di referente del gruppo di Pasimeni e l'informazione era dovuta anche se la vicenda non riguardava direttamente il nostro gruppo. Peraltro se io non fossi stato d'accordo ed avessi negato l'assenso a quella eliminazione, l'omicidio non sarebbe stato commesso. Io invece detti l'assenso ad esso".

Di quali, fra i tanti delitti che il pentito ha svelato nei primi sei mesi di collaborazione con la giustizia, si tratta? Pagina successiva, ancora Penna: "Come mi viene domandato, con riserva di seguire l'iter cronologico qui avviato nei successivi interrogatori (avendo bisogno come ho detto di soffermarmi sulla cronologia degli eventi) devo dire di essere stato mandante dell'omicidio di (omissis)". A quest'altezza del racconto, ancora agli inizi, il collaboratore ha già svelato tre delitti, uno dei quali conterebbe come autore proprio Massimo Delle Grottaglie. E' solo l'inizio.

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