Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Pensionato bruciato vivo, Anddos: "Fate attenzione agli incontri in chat"

"Non mettetevi in situazioni di pericolo incontrando sconosciuti in posti sperduti ed isolati, non ospitate persone sconosciute quando siete soli in casa". Quest'è l'appello lanciato alla comunità Lgbt da Marco Canale, a seguito dell'arresto del marocchino di 32 anni, Zakaria Ismaini, accusato di aver ucciso con estrema crudeltà il pensionato latianese adescato sul web

BRINDISI – “Non mettetevi in situazioni di pericolo incontrando sconosciuti in posti sperduti ed isolati, non ospitate persone sconosciute quando siete soli in casa”. Quest’ è l’appello lanciato alla comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) dal presidente nazionale dell’Anddos (associazione contro le discriminazioni da orientamento), Marco Canale, a seguito dell’arresto del marocchino di 32 anni, Zakaria Ismaini, accusato di aver aggredito brutalmente, dandogli fuoco quando era ancora in vita, il pensionato latianese Cosimo Mastrogiovanni, 63 anni, adescato attraverso un sito internet per incontri.

Tale omicidio “ripropone il problema  - si legge in un comunicato dell’Anddos - della pericolosità proprio delle conoscenze in chat e della sicurezza dei posti dove condividere esperienze sessuali. La conoscenza tra la vittima e il presunto omicida risaliva a pochi giorni prima ed era avvenuta tramite siti di incontri per soli uomini”. 

L’Anddos rivolge un appello a tutta la comunità lgbt per evitare situazioni pericolose che possano mettere a repentaglio la propria persona. “Tra gli obiettivi del proprio movimento, infatti – si legge ancora nella nota stampa - c'è quello di stimolare e supportare la creazione e lo sviluppo di ambienti e posti sicuri, capaci di aggregare persone, altrimenti spesso emarginate ed isolate socialmente, nei quali condividere esperienze, trovare accoglienza e protezione, manifestare appieno e senza alcun timore la propria dimensione sessuale ed affettiva e, attraverso il confronto e la socializzazione, trovare il coraggio di fare coming out e partecipare alla vita della comunità Lgbt”. 

Proprio per evitare il rischio di poter subire aggressioni o, comunque, per evitare di mettersi in situazioni di pericolo ai danni della propria persona, l’ Anddos raccomanda a tutta la comunità Lgbt “di frequentare ambienti assolutamente sicuri come i propri circoli privati (sono ben 62 distribuiti in tutta Italia, ai quali sono iscritti oltre 116.000 soci) evitando così di portarsi a casa persone ambigue o comunque conosciute in chat”.

“Voglio sottolineare che nei nostri circoli ricreativi e nei nostri club – spiega il presidente nazionale Mario Marco Canale – la sicurezza di chi li frequenta è garantita dall'iscrizione al momento dell'entrata, pertanto l'ingresso è riservato solamente agli associati”.

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