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Pensionato con villa, piscina e cavalli: sequestro da due milioni di euro

Beni riconducibili a Walter Ferrero, 67 anni, di San Pietro ma residente a Brindisi: per la Dda di Lecce patrimonio accumulato con il traffico di droga e il contrabbando. Nel 2013 arrestato per 20 chili di hashish, coinvolto nell'inchiesta sulla morte del geometra Vittorio Danese nel naufragio al largo delle coste albanesi

BRINDISI – Pensionato, 67 anni, titolare di un assegno minimo, dopo essere stato antiquario e benzinaio: Walter Ferrero, originario di San Pietro, ma residente a Brindisi, secondo la Dda avrebbe accumulato un tesoretto del valore di due milioni e 200mila euro arrivando ad acquistare una villa con piscina lungo la costa a Nord di Brindisi, in località Apani, terreni e cavalli (cinque), la sua passione, oltre ad avere la disponibilità di conti correnti in banca. Tutto sequestrato dai militari della Guardia di Finanza che questa mattina hanno dato esecuzione al provvedimento del Tribunale, ottenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

Il comando provinciale della Finanza a Brindisi

Secondo il pubblico ministero della Dda, ad alimentare le entrate di Walter Ferrero sarebbero state attività tutt’altro che lecite nelle quali sarebbe stato impegnato nel corso degli anni, occupandosi della gestione del traffico di droga e del contrabbando di sigarette sulla rotta con l’Albania. Perché negli ultimi 30 anni, il pensionato ha dichiarato al Fisco 66mila euro in totale. Spiccioli. E' tutto riportato nella richiesta di misura di prevenzione, a conclusione della indagini patrimoniali e reddituali condotte dai militari della Guardia di Finanza di Brindisi, secondo i quali dal 2008 Ferrero, dal 2008 ha dichiarato redditi pari a cinquemila euro come dipendente di una stazione di servizi, mentre di recente sarebbe titolare di una pensione sociale.

IL VIDEO DEL SEQUESTRO

La tratta Brindisi-Valona, in particolare, stando alle risultanze dell’inchiesta avrebbe garantito guadagni notevoli, documentati da cessioni di droga per più di duemila chilogrammi negli ultimi tre anni. Un paradiso (Paradise è il nome dell’inchiesta) che avrebbe dovuto restare sconosciuto e che invece è venuto a galla in maniera tragica all’indomani del naufragio al largo delle coste albanesi, in cui perse la vita il geometra di Brindisi, Vittorio Danese, 41 anni.

Il professionista partì alla volta del Paese delle Aquile il 18 marzo 2013, poco dopo la partenza dal capoluogo: nonostante il mare quella notte fosse in condizioni proibitive, era diretto a Valona, dove avrebbe dovuto incontrare albanesi fornitori di “tle” da importare nel capoluogo per la successiva vendita. Con lui c’era un cittadino albanese Teodoraq Rexhepaj, morto anche lui.

Presero a noleggio un’imbarcazione di tipo Thompson, lunga dieci metri, un cabinato con due motori da 200 cavalli. Il cadavere dell’albanese, 62 anni, fu il primo a essere trovato: venne avvistato al largo delle coste della Croazia il 4 aprile, il corpo di Danese riaffiorò nello stesso punto qualche settimana dopo, ma solo il primo giugno 2013 la famiglia venne invitata dalla autorità per il riconoscimento.

Il pm Alessio CoccioliIl retroscena del contrabbando e il ruolo di “scafista” che avrebbero dovuto svolgere entrambi  in quella emersero  con la notifica di 23 avvisi di conclusione delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Alessio Coccioli, su due filoni: il contrabbando di sigarette a bordo di scafi e il traffico di droga, anche cocaina, in arrivo dall’Albania e dalla Turchia, in entrambi i casi destinati ad alimentare il mercato di Brindisi e in parte quello di Fasano, risultato di vecchi contatti risalenti ai tempi delle “bionde” tra alcuni degli indagati, in passato già imputati e condannati con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri (tle). In qualche caso, vicende estinte per prescrizione, essendo trascorso del tempo.

Nel fascicolo della Dda sono indagati e a rischio di processo assieme a Walter Ferrero: Antonio Baldassarre, 56 anni, di Brindisi; Stefano Balestra, 30, di Brindisi; Francesco Calamo, 48, di Fasano; Angelo Catapano, 54, di Taranto; Salvatore Cicoria, 57, di Ostuni; Hizir Civelek, 74, nato in Turchia ma residente a Brindisi; Mario Cofano, 54, di Fasano; Cosimo Contestabile, 45, di Brindisi; Carmelo Cristallini, 57, di Brindisi; Carlo Di  Palmo, 42, di Francavilla Fontana; Daniele Di Palmo, 27, di Francavilla Fontana; Giovanni Flores, 59, di Brindisi; Nicola Giuliano, 30, di Francavilla Fontana; Cosimo Lavino di Brindisi, 61, ex dipendente del Comune; Salvatore Lippi, 59,  di Cagliari; Antonio Natola, 52, di Fasano; Fehmi Ozturk, 50, nato in Turchia; Gioacchino Passaseo, 62, di Brindisi, lavoratore socialmente utile del Comune; Alexander Adolfo Rivera Gutierrez, 33, nato in Colombia ma residente a Brindisi; Franco Benedetto Russo, 59, di Taranto e Domenico Saponaro, 49, di Ostuni.

Sono tutti a piede libero, non essendo stati ritenuti concreti i pericoli di reiterazione del reato o di fuga, posti alla base delle esigenze cautelari.

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