Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

“Per Consales restano i gravi indizi di colpevolezza sulla corruzione”

Il procuratore capo Marco Dinapoli: "Sul quadro descritto nell'ordinanza di arresto, c'è un giudicato cautelare. Il gip che lo ha scarcerato non è entrato nel merito". Verifiche in atto sui dubbi mossi dall'ex sindaco rispetto ai funzionari del Comune. Che replicano: "Massima correttezza nel nostro operato"

BRINDISI – “Valuteremo se impugnare o meno il provvedimento con il quale il gip ha accolto la richiesta di revoca della misura degli arresti domiciliari per l’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales, a carico del quale restano i gravi indizi di colpevolezza rispetto alla corruzione evidenziata nell’ordinanza di custodia rispetto ai quali si è formato un giudicato cautelare”.

Il procuratore capo Marco DinapoliPer  il procuratore capo della Repubblica, Marco Dinapoli (nella foto), l’inchiesta sul presunto accordo corruttivo che avrebbe contaminato l’affidamento della gestione dell’impianto di Cdr alla società Nubile dell’imprenditore Luca Screti non è stata scalfita. Rimane in piedi l’impianto accusatorio anche se l’ex primo cittadino è tornato in libertà dopo tre mesi di custodia ai domiciliari, durante i quali lui stesso ha detto di aver letto le 15mila pagine di cui si compone il fascicolo dei pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, che hanno espresso parere negativo alla scarcerazione di Consales.

Per i pubblici ministeri il pericolo di reiterazione del reato sarebbe concreto e attuale non essendo stato modificato il quadro descritto nella richiesta dell’ordinanza: ci sono dieci giorni di tempo per valutare se fare o meno ricorso al Tribunale del Riesame. Ma quel che viene ritenuto prioritario non sembra essere la riacquistata libertà di Consales, quanto quei gravi indizi di colpevolezza in ordine alla corruzione contestata in relazione ai 30mila euro pagati da Screti all’ex sindaco e da questi usati – secondo questa ricostruzione – per saldare parte dei debiti con Equitalia riferibili alla società News sas di cui era amministratore unico.

“Il gip non è entrato nel merito del quadro indiziario”, spiega il procuratore capo Dinapoli. “Del resto si è formato in giudicato cautelare non essendo stato proposto né da Consales né da Screti ricorso al Riesame”.

L’inchiesta prosegue per verificare e riscontrare le dichiarazioni rese dagli indagati nel corso di interrogatori in tempi diversi: prima Screti, quando era in carcere e poi ai domiciliari, poi Consales, su richiesta della Procura che ha ritenuto opportuno ascoltare la versione dei fatto dell’ex sindaco rimasto silente. Si avvalse della facoltà di non rispondere in occasione dell’interrogatorio di garanzia, né la difesa ha mai fatto richiesta di essere sentita. L’esigenza, al contrario, è stata ravvisata dai pm.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlEd è agli inquirenti che Consales ha consegnato la sua versione: nessuna tangente, anche perché sarebbe stato stupido pensare a 30mila euro a fronte di un appalto di 176 milioni e passa di euro, per la durata di 15 anni. Quei soldi però li ha incassati e li ha presi come contributo elettorale offerto – sostiene – da Screti ma versato a proclamazione avvenuta. Non si sarebbe trattato cioè di mazzetta per vendersi agli interessi privati, tanto è vero che l’ex sindaco sostiene di aver adottato atti leciti, legittimi, mai contrari ai doveri d’ufficio. I conclusione, “parziali ammissioni” come ha scritto il gip nel suo provvedimento, fermo restando che non essendo più sindaco, che non essendoci il Consiglio comunale che si è sciolto e tenuto conto delle accuse che altri gli hanno mosso, non è possibile ritenere concreto il pericolo di reiterazione del reato.

Ad accusare Consales è prima di tutto Screti che reso ammissioni ampie, ha tenuto cioè un atteggiamento collaborativo: ha ammesso la corruzione, ha spiegato di aver attinto dal suo compenso come amministratore unico della Nubile per mettere a disposizione di Consales i 30mila euro e ha anche aggiunto che quell’appalto ha salvato dal fallimento la srl. Convergenti in questa direzione le dichiarazioni rese da Massimo Vergara, commercialista di Screti, il primo a tornare in libertà.

Contro Consales, inoltre, ci sono le dichiarazioni rese da alcuni funzionari del Comune i cui nomi sono leggibili nel provvedimento di arresto. Ma l’ex sindaco tornato libero qualche dubbio sulla struttura amministrativa lo ha avanzato e lo ha riferito ai pm, motivo per il quale l’inchiesta procede per verificare le sue dichiarazioni riassumibili nel concetto secondo il quale “il problema del comune è il Comune di Brindisi”.

Costantino Del Citerna-2“Non ritengo di rilasciare dichiarazioni in merito, dal momento che in atto un’indagine penale e che tra l’altro la città di Brindisi è in campagna elettorale”, fa sapere il dirigente del settore Affari legali, Costantino Del Citerna (in foto). “In tale contesto qualsiasi dichiarazione potrebbe essere oggetto di strumentalizzazione, ma tengo a chiarire che per carattere, educazione e ruolo, rispetto la figura del sindaco e  ho sempre operato con la massima correttezza sia istituzionale che giuridica”.

Dal dirigente del settore Servizi Finanziari, Mirella Destino, la replica  sul patto di stabilità sforato nel 2014, sul quale secondo Consales ci sarebbero state quattro diverse versioni: “Il 31 gennaio 2015 è stata trasmessa comunicazione al Mef ed era positiva nel senso di non sforamento, il 31 marzo successivo non fu confermata perché gli accertamenti tributari del concessionario, l’Abaco, non avevano la connotazione di essere certi, liquidi ed esigibili”.

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