rotate-mobile
Cronaca Fasano

Per i fratelli picchiatori adesso è omicidio: uno nega, l'altro chiede scusa

BRINDISI – Entrambi fanno scena muta di fronte al gip Paola Liaci e al pm Milto De Nozza. Entrambi scelgono, tuttavia, di rendere delle dichiarazioni spontanee dopo la “doccia fredda” della notizia che la persona che hanno picchiato domenica - intorno all'una del mattino a Fasano di fronte al Royal Bar - è deceduta solo quattro ore prima dell'interrogatorio di garanzia per la conferma dei loro arresti. Così i fratelli Annibale e Mario Scolti su consiglio degli avvocati di fiducia Gabriele Contini e Oronzo De Leonardis del Foro di Bari passano dalla scena muta alla professione di innocenza il primo, mentre il secondo, sotto shock dopo la notizia della morte di Giovanni Bongiorno avvenuta alle 6 del mattino nell'ospedale Perrino di Brindisi, dice che non era sua intenzione uccidere e chiede scusa alla famiglia del 47enne, invalido civile padre, di due figli, che lui e il fratello pestato a sangue spappolandogli il cranio a calci e pugni, accanendosi contro la vittima anche quando giaceva per terra esanime.

BRINDISI ? Entrambi fanno scena muta di fronte al gip Paola Liaci e al pm Milto De Nozza. Entrambi scelgono, tuttavia, di rendere delle dichiarazioni spontanee dopo la ?doccia fredda? della notizia che la persona che hanno picchiato domenica - intorno all'una del mattino a Fasano di fronte al Royal Bar - è deceduta solo quattro ore prima dell'interrogatorio di convalida dei loro arresti. Così i  fratelli Annibale e Mario Scolti su consiglio degli avvocati di fiducia Gabriele Contini e Oronzo De Leonardis del Foro di Bari passano dalla scena muta alla professione di innocenza il primo, mentre il secondo, sotto shock dopo la notizia della morte di Giovanni Bongiorno  avvenuta alle 6 del mattino nell'ospedale Perrino di Brindisi, dice che non era sua intenzione uccidere e chiede scusa alla famiglia del 47enne, invalido civile padre, di due figli, che lui e il fratello pestato a sangue spappolandogli il cranio a calci e pugni, accanendosi contro la vittima anche quando giaceva per terra esanime.

Un litigio degenerato in tragedia scaturito forse da uno sguardo di troppo all'uscita del locale. Entrambi restano in carcere a Brindisi per decisione delle giudice per le udienze preliminari che comunica la variazione del reato loro ascritto: da tentato omicidio in concorso a omicidio in concorso. Sarà il magistrato inquirente a stabilire se la declinazione della nuova accusa sia omicidio preterintenzionale aggravato o omicidio volontario in concorso, che se dovesse rivelarsi fondata, prevede come massima pena anche l'ergastolo. A formularlo con esattezza sarà la pubblica accusa, dopo l'autopsia sul corpo di Bongiorno che non è stata ancora fissata. Il 47enne è rimasto in coma dall'aggressione, ed ha resistito per tre giorni, poi il suo cuore ha smesso di battere.

Nello stesso ospedale Perrino di Brindisi dove Bongiorno era stato ricoverato in coindizioni disperate, i suoi aggressori, a dodici ore di distanza dal brutale pestaggio, venivano catturati dai carabinieri della compagnia di Fasano  guidata dal capitano Gianluca Sirsi. Con assoluta indifferenza, vi si erano recati per festeggiare l'ultimo nato di Annibale. Ad incastrare i due fratelli non solo le dichiarazioni degli abitanti della zona di via dello Zoo, ma anche le registrazione filmate da alcune videocamere di sorveglianza.

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Per i fratelli picchiatori adesso è omicidio: uno nega, l'altro chiede scusa

BrindisiReport è in caricamento