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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

“Per i furti motosega, ossigeno e acetilene e cesta da panettiere”

Si allarga l'inchiesta sui colpi contestati a Luca Carriero e Diego Catucci, arrestati lunedì: i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dal gip, indagini su azioni in gioielleria a Brindisi, Mesagne e Cutrofiano tra maggio e giugno 2016. La Bmw nascosta in contrada Montegnero, nel box di proprietà di un brindisino: nelle intercettazioni altri nomi

BRINDISI – Hanno scelto il silenzio Luca Carriero e Diego Catucci, entrambi di Brindisi, arrestati lunedì con l’accusa di aver messo a segno tre furti, due in città e uno a Maglie, in provincia di Lecce, nel mese di giugno dello scorso anno con kit da professionisti, dalle bombole con acetilene alla motosega sino alla cesta in plastica simile a quelle usate dai panettieri.

Foto Diego Catucci(FILEminimizer)-2Foto Luca Carriero(FILEminimizer)-2Ai colpi avrebbero preso parte almeno altri due ragazzi brindisini con l’obiettivo di svaligiare gioiellerie a cavallo tra le zone di Brindisi e Lecce. Ma al momento non c’è alcuna dichiarazione resa dagli indagati che questa mattina, dopo una notte trascorsa in carcere, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, davanti al giudice per le indagini preliminare del Tribunale, Stefania De Angelis, secondo la quale non solo esistono gravi indizi di colpevolezza, stando ai risultati delle indagini degli agenti della Squadra Mobile, ma concreto e attuale è il pericolo di reiterazione dei reati. I difensori Laura Beltrami e Oreste Nastari potrebbero procedere con ricorso al Tribunale del Riesame, strada al momento non esclusa.

Le maglie dell’inchiesta, intanto, si allargano seguendo due direzioni: da un lato c’è la necessità di identificare i complici della coppia  Catucci-Carriero, nel convincimento che si tratti di ragazzi di età compresa tra 20 e 30 anni, dall’altro occorre verificare e accertare chi sono gli autori di alcuni furti rimasti al momento senza responsabili. Il sospetto investigativo è che lo stesso gruppo abbia firmato le azioni ai danni di almeno tre gioiellerie, una a Brindisi, un’altra a Mesagne e una a Cutrofiano, in uno stresso lasso di tempo, tra maggio e giugno dello scorso anno.

L’ipotesi è supportata dal fatto che tutti e tre furti, così come quelli contestati a Catucci e a Carriero nell’ordinanza di arresto, sono avvenuti con le stesse modalità: innanzitutto c’è la presenza ricorrente di un’auto, una Bmw, con targhe modificate volta per volta, trovata dagli agenti in una villa in contrada Montenegro di proprietà di una famiglia di Brindisi. Nell’auto sono stati trovati alcuni oggetti rubati anche nelle gioiellerie, oltre che passamontagna, e gli attrezzi solitamente usati come la motosega con motore a scoppio, le bombole con ossigeno e acetilene e una cesta in plastica. Tutti oggetti ricorrenti nelle azioni ricostruite partendo dalla visione delle immagini registrate dalla telecamere del sistema di videosorveglianza dei locali commerciali, anche se in alcuni casi gli occhi elettronici sono stati oscurati con uno spray.

Per il gip che ha accolto la richiesta di arresto depositata dal pm Francesco Vincenzo Carluccio, Catucci e Carriero hanno dimostrato una “indiscussa scaltrezza e capacità criminale”.

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