Cronaca

Per l'agguato di Mesagne ricercati i fratelli Francesco e Sandro Campana

MESAGNE – Francesco e Sandro Campana, fratelli mesagnesi, sono ricercati dalla polizia per il tentativo di omicidio di Vincenzo Greco, 35 anni, di San Donaci, residente a Mesagne, compiuto giovedì scorso. Stando alle indagini svolte dai poliziotti del commissariato locale, diretto dal vice questore Sabrina Manzone, i due mesagnesi avrebbero cercato di ammazzare Vincenzo Greco, muratore di 35 anni,per far capire al fratello minore del ferito, Leonardo di 31 anni, che non doveva intromettersi negli “affari” mesagnesi.

Francesco Campana

MESAGNE - Francesco e Sandro Campana, fratelli mesagnesi, sono ricercati dalla polizia per il tentativo di omicidio di Vincenzo Greco, 35 anni, di San Donaci, residente a Mesagne, compiuto giovedì scorso. Stando alle indagini svolte dai poliziotti del commissariato locale, diretto dal vice questore Sabrina Manzone, i due mesagnesi avrebbero cercato di ammazzare Vincenzo Greco, muratore di 35 anni,per far capire al fratello minore del ferito, Leonardo di 31 anni, che non doveva intromettersi negli "affari" mesagnesi.

Francesco Campana è un nome di spicco nella Sacra corona unita. Condannato tempo fa a nove anni di carcere in via definitiva, fece perdere le tracce e da allora colui che viene indicato come capozona a Mesagne per conto della Sacra corona è uccel di bosco. L'altro giorno, però, secondo la polizia è ricomparso in circolazione, a bordo della maximoto che ha percorso più volte via Virgilio, per attirare l'attenzione di Vincenzo Greco e farlo uscire dalla sua abitazione per eliminarlo. Piano andato in porto a metà. Perché Campana è riuscito a far affacciare sull'uscio il bersaglio umano, ma le due pallottole sparategli contro lo hanno ferito gravemente ma non l'hanno ucciso.

Sulla motocicletta c'era anche Sandro, sempre secondo gli investigatori, fratello minore di Francesco Campana. Sandro aveva sinora solo la sorveglianza speciale. Di lui gli investigatori dicono che è un latitante preventivo, avendo fatto perdere le tracce prima ancora che gli venisse appioppato qualcosa. Ora, comunque, il motivo ce l'ha perché assieme al fratello è ritenuto il responsabile del tentativo di omicidio di Vincenzo Greco. Che fossero i due su quella moto e ad avere partecipato al ferimento, gli investigatori non hanno dubbi. Non sanno però chi dei due fosse alla guida e chi impugnava la pistola ed ha sparato contro il muratore.

Dettagli che saranno approfonditi in seguito. Al momento, invece, è stato definitivamente chiarito il quadro dell'agguato a Vincenzo, secondo di tre fratelli originari di San Donaci che negli anni Novanta hanno avuto i loro contatti con la malavita che conta, quella pesante che in queste zone si chiama Sacra corona. Antonio, 37 anni, il maggiore dei tre fratelli, e Leonardo, furono arrestati anni fa nel corso dell'operazione "Mediana", dall'antico nome di Mesagne. Oltre centosessanta arresti per questa grande operazione antimafia. In carcere finirono capi e gregari della Scu. Un colpo mortale alla quarta mafia. Antonio diventò collaboratore di giustizia e da allora ha lasciato la strada della malavita e vive in una località segreta.

Leonardo, invece, fu condannato e di recente è stato scarcerato. Vincenzo, infine, dopo una breve parentesi malavitosa. Mise la testa a partito, si sposò, ebbe un figlio e da allora ha sempre lavorato onestamente. Di lui, sino al giorno in cui è stato ferito, nessuno aveva più sentito parlare per fatti di cronaca nera e giudiziaria. I poliziotti sin dalle prime battute delle indagini hanno escluso che l'obiettivo primario dei killer fosse lui. Vincenzo sarebbe stato colpito soltanto perché era il bersaglio più facile. E colpendo lui, i Campana, che ovviamente avrebbero agito per nome e per conto della Sacra corona, intendevano far arrivare un messaggio mortale a Leonardo, in modo da dissuaderlo a mettersi contro di loro.

Come le estorsioni, tanto per fare un esempio. Nei giorni la Squadra mobile di Brindisi aveva notificato un provvedimento di cattura a Domenico D'Agnano, 42 anni, di Carovigno, residente a San Pietro Vernotico, soprannominato Nerone, per tentata estorsione pluriaggravata ad un imprenditore di San Pietro Vernotico. D'Agnano a questo imprenditore era andato a chiedere mille euro per sostenere la latitanza di Francesco Campana. Quell'imprenditore ebbe il coraggio di denunciare e far arrestare il malvivente. Ma chissà quanti ce ne sono che sostengono la latitanza e tutte le necessità di Campana e colleghi vari?

Probabilmente Leonardo Greco uscito dal carcere aveva iniziato a tastare il terreno. E questo ha fatto scattare la reazione del capozona. "Ora toccherà a tuo fratello", ha gridato il killer, con la faccia coperta dal casco da motociclista, subito dopo avere sparato contro Vincenzo Greco. Il timore dei poliziotti è che, se non riescono a mettere subito le manette ai due Campana, questi, appena l'attenzione sarà allentata, cercheranno di colpire nuovamente i Greco.

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