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"Per Forte a Mare l'unica strada è l'accordo con Regione e Mibact"

Si apre la possibilità di ottenere un congruo finanziamento per il recupero di Forte a Mare attraverso un accordo di programma tra Comune di Brindisi, Ministero dei Beni culturali e Regione Puglia

BRINDISI - Si apre la possibilità di ottenere un congruo finanziamento per il recupero di Forte a Mare attraverso un accordo di programma tra Comune di Brindisi, Ministero dei Beni culturali e Regione Puglia. Le associazioni che compongono il cartello Amare Forte a Mare perciò sono preoccupate dalle eventuali deviazioni da questo percorso, che indicano come l'unico praticabile anche a chi offre altre ipotesi, come il presidente dell'Invimit, Massimo Ferrarese. Di seguito, il documento delle associazioni.

Quando abbiamo creato Amare Forte A mare avevamo l'obiettivo primario di contrastare il degrado e l'abbandono del Castello Alfonsino e di rendere operativo un piano di valorizzazione che consenta al Castello, al Forte ed all'intera Isola di S. Andrea di essere il fulcro dello sviluppo sostenibile della Città e del suo porto. Obiettivo altrettanto importante, però, era e resta il recupero di un'identità della Città e della comunità fortemente sfiorita se non proprio perduta.

Il Castello Alfonsino è stato protagonista e testimone di una lunga storia che ha visto Brindisi al centro di eventi di straordinaria importanza, di scambi culturali e commerciali e di esodi di popolazioni colpite da guerre e privazioni della libertà. In questi giorni si ricordano i venticinque anni dall'arrivo a Brindisi di venticinque mila profughi albanesi ai quali la Città offrì, come tante volte accaduto nei secoli al ripetersi di migrazioni, una calorosa e straordinaria accoglienza.

Il “Facciamolo Vivere” lanciato come slogan nelle tante iniziative organizzate per tutelare e valorizzare il Castello Alfonsino, presupponeva e presuppone la stipula fra Ministero per i Beni e le Attività culturali ed il Turismo (MIBACT), la Regione Puglia ed il Comune di Brindisi di un
Accordo di Programma basato sul Piano di valorizzazione redatto da Mecenate 90. Ci siamo confrontati con quello che abbiamo definito “muro di gomma” ed al mutamento di posizione dell'Amministrazione comunale che ha rischiato di vanificare i nostri tentativi di recuperare il Castello fra i beni statali ammissibili a finanziamento nei PON Cultura.

Oggi questo obiettivo sembra raggiunto e si ipotizza un finanziamento di 20 milioni di euro a partire da 5 milioni iniziali. L' Accordo di Programma resta prioritario ed interventi che prescindano da questo percorso rischiano di ostacolare il reinserimento nel PON Cultura e le intese di cui il MIBACT è attore principale. Ciò va chiarito. In primo luogo, al presidente di Invimit Massimo Ferrarese al quale raccomandiamo di orientare il proprio attivismo a supporto di quanto costruito faticosamente.

Abbiamo detto che Amare Forte A Mare si batte in favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio monumentale culturale e turistico di Brindisi e del recupero dei valori fondanti l’identità brindisina. Questo obiettivo è tanto più importante oggi nel momento drammatico che la Città sta vivendo. Amare Forte A Mare deve tutelare il valore identitario di Brindisi e lo deve fare sia quando il patrimonio viene aggredito dalla speculazione, sia che si tratti del Castello sia che si tratti della Fontana Tancredi, ma soprattutto deve farlo affinché la società civile sia protagonista, come ha fatto quando ha bloccato il terminal di rigassificazione ed il malaffare presente e deve ancor più farlo oggi, visto che la politica non mostra segnali di effettivo cambiamento. (Amare Forte a Mare)

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