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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Per vendicarsi del cugino estorsore gli brucia l'auto ma viene avvolto dalle fiamme

BRINDISI – Finisce nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Perrino, in gravi condizioni, dopo essersi bruciato nel tentativo di incendiare l’auto del suo estorsore, ironia della sorte un suo procugino. E’ ricoverato in prognosi riservata, dopo aver riportato ustioni di terzo grado alle mani, le braccia, il viso, il cuoio capelluto e al torace il 22enne Vincenzo D’Alcanzo, di Taranto. E’ proprio nella Città dei Due Mari che ha rischiato, nella nottata di ieri di ardere come una torcia umana per vendicarsi di un episodio di estorsione di cui era vittima dopo aver riconosciuto nel suo parente il proprio aguzzino.

BRINDISI - Finisce nel reparto grandi ustionati dell'ospedale Perrino, in gravi condizioni, dopo essersi bruciato nel tentativo di incendiare l'auto del suo estorsore, ironia della sorte un suo procugino. E' ricoverato in prognosi riservata, dopo aver riportato ustioni di terzo grado alle mani, le braccia, il viso, il cuoio capelluto e al torace il 22enne Vincenzo D'Alcanzo, di Taranto. E' proprio nella Città dei Due Mari che ha rischiato, nella nottata di ieri di ardere come una torcia umana per vendicarsi di un episodio di estorsione di cui era vittima dopo aver riconosciuto nel suo parente il proprio aguzzino.

Ma il tentativo di farsi giustizia da solo gli è quasi costato la vita, nonostante - misera consolazione - il suo procugino, il 26enne V. A., sia stato denunciato, alla fine, per tentata estorsione dagli agenti della sezione volanti della questura di Taranto. I quali hanno chiarito i contorni della vicenda dopo essere intervenuti in via Cannata, strada lungo la quale bruciava una Ford Focus, e successivamente all'ospedale Santissima Annunziata dove era finito un giovane con gravi ustioni sul corpo, sospettando la correlazione tra i due episodi.

Il ventiduenne ustionato nonostante le precarie condizioni fisiche, dopo i primi tentativi di negare l'evidenza, scoppiava in un pianto dirotto ed ammetteva le proprie responsabilità, raccontando così agli agenti intervenuti, tutta la verità. La scorsa settimana il ragazzo denunciato era stato vittima del furto della sua Fiat 500. Poi veniva contattato da un suo lontano parente, A.V. di 26 anni, che si proponeva come mediatore per la restituzione del mezzo rubato, dietro un compenso di 2500 euro da consegnare in contanti ed in un'unica soluzione.

Dopo alcuni giorni di inutili trattative tra i due procugini, e le continue e pressanti richieste di denaro ricevute, la vittima della tentata estorsione, esasperata, decideva di farsi giustizia da sola ma rischiando una morte orribile.

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