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Rapina al Compro oro, perizia su Dna e impronte digitali

Incarico conferito dal pm: si cerca il complice di Antonio Mangiulli, ritenuto uno degli autori del colpo consumato il 28 febbraio scorso. Il brindisino ha sempre respinto le accuse: il suo difensore ha chiesto una perizia fisionomica. E' in carcere anche per le rapine nella gioielleria Fischetti e nella tabaccheria del Perrino, prese di mira il 5 gennaio, assieme a Emilio Valenti

BRINDISI – Perizia su Dna e impronte digitali isolate sul bancone del Compro Oro di viale Commenda per dare un nome e un volto al complice di Antonio Mangiulli, 27 anni, arrestato con l’accusa di aver preso parte alla rapina a mano armata il 5 gennaio scorso. Accusa che ha sempre respinto.

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L’incarico è stato conferito nei giorni scorsi dal sostituto procuratore Simona Rizzo, titolare del fascicolo d’inchiesta nel quale sono confluite le immagini registrate dalle telecamere del sistema di sorveglianza interno al punto vendita del rione Commenda: il video mostra due uomini incappucciati, uno dei quali armato, piombare all’interno dell’esercizio attorno alle 17. Azione veloce che fruttò quattromila euro.

Quelle immagini costituiscono una fonte di prova che per il pm è insuperabile rispetto all’affermazione della colpevolezza di Mangiulli, mentre il difensore dell’indagato, l’avvocato Simona Ermanno, sostiene l’esatto contrario: secondo la penalista mostrano, invece, che nessuno dei due ragazzi ha una corporatura come quella di Mangiulli e per questo il legale ha chiesto al gip Paola Liaci una perizia fisionomica. Nell’istanza depositata in cancelleria, è stata evidenziata la necessità di comparare le immagini del video della rapina consumata in viale Commenda, nel Compro Oro, con quelle registrate dalle telecamere della tabaccheria di via Tevere, al rione Perrino, colpo quest’ultimo ammesso da Mangiulli assieme alla rapina nella gioielleria Fischetti di corso Garibaldi, a distanza di pochi minuti, nel pomeriggio del 25 gennaio scorso. Venne arrestato in flagranza assieme a Emilio Valenti, 25 anni, anche lui ancora in carcere.

MANGIULLI Antonio, classe 1990-2Mangiulli si è sempre professato innocente rispetto all’azione ai danni del Compro oro: “Io non c’entro niente”, disse al giudice per le indagini preliminari che lo interrogò all’indomani dell’arresto operato dai carabinieri. “Ho sbagliato una sola volta nella mia vita ed è stato quando ho partecipato al colpo alla gioielleria e alla tabaccheria”.

Secondo il pm, Mangiulli è uno dei banditi, quello ritenuto “corpulento” rispetto all’altro più esile, che quel 5 gennaio indossava un “giubbotto di pelle con maglioncino di colore beige a righe”. Indumenti identici – secondo quanto è scritto nell’ordinanza – sono stati trovati nell’abitazione di Mangiulli.

Del complice, invece, non c’è traccia. Ed è per questo che è stata disposta una perizia su tracce di Dna e impronte digitali isolate sul bancone del compro oro.  Non è stata trovata neppure l’arma. Quanto alle rapine nella gioielleria e nella tabaccheria, si cerca il terzo componente del gruppo. Né Mangiulli né Valenti hanno detto di conoscerlo, avendolo incontrato solo quel pomeriggio.

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