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Cronaca Francavilla Fontana

Permesso a costruire concesso e poi revocato: per il pm la denuncia va archiviata

FRANCAVILLA FONTANA - L’Ufficio tecnico di Francavilla Fontana rilascia un permesso a costruire, salvo poi revocarlo mentre il richiedente aveva già dato avvio ai lavori di ampliamento della propria casa. Indagato per abuso d’ufficio il dirigente Fulgenzio Clavica, presidente dell’Ordine degli architetti di Brindisi: ma per lo stesso pubblico ministero Antonio Costantini, il presunto abuso non sussiste. Sospesa alle decisioni del giudice per le indagini preliminari Paola Liaci la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore contro la quale, nell’udienza di oggi, il denunciante Donato Carriero ha presentato opposizione per mezzo del legale Stefano Epicoco.

FRANCAVILLA FONTANA - L'Ufficio tecnico di Francavilla Fontana rilascia un permesso a costruire, salvo poi revocarlo mentre il richiedente aveva già dato avvio ai lavori di ampliamento della propria casa. Indagato per abuso d'ufficio il dirigente Fulgenzio Clavica, presidente dell'Ordine degli architetti di Brindisi: ma per lo stesso pubblico ministero Antonio Costantini, il presunto abuso non sussiste. Sospesa alle decisioni del giudice per le indagini preliminari Paola Liaci la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore contro la quale, nell'udienza di oggi, il denunciante Donato Carriero ha presentato opposizione per mezzo del legale Stefano Epicoco.

Storia tutta burocratica, passata per la procura di Brindisi ma anche attraverso due giudizi ulteriori, del giudice civile e del Tribunale amministrativo regionale. Un massiccio dispendio di energia da parte delle magistrature, che pare destinato a risolversi in un buco nell'acqua. Tutto ha inizio con una denuncia presentata da Carriero nel 2010. L'uomo chiede al Comune il permesso di ampliare la propria casa, autorizzazione che viene concessa in tempi brevi dagli uffici preposti. Nel frattempo, la stessa vicenda finisce di fronte al giudice civile, che ravvisa in quel permesso un mancato rispetto delle distanze previste dalla legge fra immobili limitrofi.

E' sulla scorta di questa sentenza che il Comune revoca l'autorizzazione concessa in prima battuta. E' a questo punto che il richiedente, che nel frattempo ha già avviato i lavori di costruzione, presenta ulteriore ricorso al Tribunale amministrativo regionale, che gli da ragione. O meglio, secondo il Tar la revoca non è motivata come avrebbe dovuto essere, ed è proprio sulla scorta del difetto ravvisato che Donato Carriero presenta denuncia alla procura della Repubblica.

Il pubblico ministero Antonio Costantini avvia le indagini, iscrivendo a carico del dirigente dell'Utc - difeso dai legali Sergio e Alfonso Tatarano - l'ipotesi di abuso d'ufficio. Nel fascicolo d'indagine vengono prodotte le sentenze emesse precedentemente dal giudice civile e dal Tar, nonché le memorie dei due legali di parte. Come è emerso nell'udienza fissata per questa mattina, lo stesso pm ha concluso che fatti salvi i difetti di motivazione della revoca, nessun abuso a carico dell'indagato è ipotizzabile, sotto nessun profilo.

L'architetto insomma non ha agito né per produrre un ingiusto profitto a se stesso, né tanto meno per cagionare un danno al ricorrente, essendosi strettamente attenuto alle ragioni esposte nella sentenza civile, prodotta a posteriori della concessione. Altrimenti stanno le cose per il ricorrente che ha presentato immediato ricorso contro la richiesta di archiviazione. La parola passa adesso al gip che nelle prossime ore deciderà se accogliere la domanda del sostituto procuratore, ordinare un supplemento di indagine o disporre l'imputazione coatta.

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