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Contrabbando di carburante, blitz internazionale: perquisizioni a Brindisi

Numerosi sono le perquisizioni ed i sequestri nelle province di Roma, Milano, Napoli, Verona, Lecce e Brindisi. Coinvolti anche cinque Paesi esteri

BRINDISI – Sono state effettuate delle perquisizioni anche presso un paio di aziende brindisine nell’ambito di un’operazione internazionale contro il contrabbando di carburante coordinata all’alba di oggi (19 ottobre) dall’agenzia delle dogane di Bolzano e dai carabinieri del locale comando provinciale.

Le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a diverse misure cautelari emesse dal tribunale di Bozzano, su richiesta della procura altoatesina. Sgominata un’organizzazione che fa del contrabbando di carburante e dell’evasione alle accise la sua attività principale.

Il commercio illegale di carburante ha provocato un danno erariale di circa tre milioni di euro. Nel blitz sono stati impiegati otre 80 agenti dell’Agenzia delle dogane e 50 carabinieri. Numerose sono le perquisizioni ed i sequestri che si stanno svolgendo nelle province di Roma, Milano, Napoli, Verona, Lecce e Brindisi. Coinvolti anche 5 paesi esteri: Operazioni analoghe si stanno svolgendo in Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria.

A Brindisi, con il supporto logistico dei carabinieri del locale comando provinciale, sono state effettuate perquisizioni ai fini dell’acquisizione di documenti presso due imprese del settore.

Provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti anche in Germania, dove l’autorità giudiziaria di Rostok ha disposto l’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare  in carcere eseguite dall’Agenzia delle Dogane di Amburgo oltre a numerose perquisizioni che si effettueranno anche in Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria.

I diversi paesi europei  hanno infatti cooperato nelle attività di indagine costituendo un J.I.T. (joint investigation team) in ambito EUROJUST, operando così in stretta sinergia, sino all’esecuzione delle odierne misure cautelari.

L’attività di indagine, iniziata nel 2015, ha per oggetto ingenti movimentazioni di prodotti energetici di contrabbando dal nord Europa all'Italia. Nel corso dell’attività di indagine, gli investigatori hanno monitorato diversi trasporti dal nord Europa nelle città di Verona, Milano, Napoli, Lecce e Caserta. Attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, analisi dei tracciati GPS di alcuni autoveicoli e lo studio comparato di informazioni, alcune delle quali provenienti dagli stati esteri cooperanti nell’attività di indagine, è stato possibile ricostruire i dettagli di una frode transnazionale concernente l’introduzione in territorio italiano di carburanti in totale evasione dell’accisa e dell’IVA, in quanto  “camuffati” da merce non sottoposta ad accise e, dunque, trasportata su autocisterne scortate da semplice lettera di vettura.

Nel dettaglio, nella frode oggetto d’indagine, i soggetti indagati hanno organizzato un traffico illecito per cui i prodotti che erano classificati come “additivi” e/o “anticorrosivi” provenienti da Paesi UE, venivano introdotti in Italia.

Questi liquidi venivano, poi, trasbordati, di notte ed in luoghi nascosti, su autocisterne italiane, mescolandoli a scarsi quantitativi di carburante e fatti circolare su territorio nazionale con documentazione falsa. In questo modo gli additivi venivano “camuffati” da “carburante con accisa assolta” e scaricati presso depositi commerciali o presumibilmente anche a distributori stradali (c.d. gasolio di contrabbando). Venivano infatti miscelati con gasolio e/o venduti a scopo di carburazione o combustione: in tale modo risultava completamente evasa l’accisa relativa e l’IVA afferente, poiché risultante già pagata.

Il danno erariale sino ad ora accertato è di circa 3 milioni di euro, ma è stata stimata un’evasione complessiva superiore a 6 milioni di euro. Le indagini sono ancora in corso e, considerata la diffusione capillare del traffico illecito, l’importo della frode accertata potrebbe essere anche superiore. 

Nel corso della mattinata sono stati perquisiti depositi di carburanti, distributori, uffici ed abitazioni, con il conseguente sequestro di serbatoi contenenti gasolio ritenuto di contrabbando. Nel corso delle operazioni è stato possibile, altresì, procedere al sequestro di diversa documentazione di interesse investigativo che verrà ora rimessa all’analisi dell’Autorità Giudiziaria di Bolzano.

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