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Perrino, Pronto soccorso al collasso: "L'Asl convochi un tavolo tecnico"

Il sindacato Fials segnala una serie di criticità attraverso una lettera inviata alla direzione generale dell'Asl Brindisi. "“indifferibile effettuare un ‘check up del Pronto soccorso’, attraverso una analisi strutturata e multidisciplinare del servizio"

BRINDISI – Personale sotto organico, “logistica degli ambienti totalmente inidonea a garantire una completa operatività”, privacy carente nelle aree di accoglienza. Queste sono solo alcune delle problematiche che attanagliano il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino per cui la segreteria provinciale del sindacato Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) ha chiesto alle direzioni generale, sanitaria e amministrativa dell’Asl Brindisi la convocazione di un tavolo tecnico.

Tale istanza è stata protocollata lo scorso 19 agosto. Nella lettera si rimarca come la percezione negativa del Pronto soccorso da parte dell’utente, “sommata ad una difficoltà operativa gestionale del personale che vi opera, si ripercuote a cascata su tutto il prosieguo della cura”.

Il  Fials individua tre tipi di criticità: “a monte del Pronto soccorso, bisognerebbe “rispondere ai bisogni necessari al di fuori dell’ospedale, ridurre, pertanto, l’afflusso e aumentare l’appropriatezza degli accessi al Pronto soccorso)”; all’interno del Pronto soccorso, sarebbe opportuno “selezionare in modo adeguato le problematiche in modo da indirizzare il paziente nel percorso idoneo a rendere così più fluidi i percorsi”; a valle del Pronto soccorso, si dovrebbe “assicurare il flusso verso i reparti di degenza per quei pazienti che necessitano di ricovero”.

Il Fials non mette in dubbio “l’abnegazione e la professionalità degli operatori sanitari, indipendentemente da ruolo e mansioni”. Questi però “si trovano quotidianamente a scontrarsi con una ‘logica degli ambienti’ (zona accoglienza) totalmente inidonea a garantire una completa operatività, con una dotazione medica di sole otto unità attualmente, ovvero con sette dirigenti medici in meno, infermieristica (almeno con 9 infermieri mancanti) e di personale autista e di supporto nettamente carente” rispetto a quanto previsto dal piano regionale di riorganizzazione della rete emergenza-urgenza.

Il Fials inoltre segnala all’Asl l’inattività della sala di consulenza cardiologica situata al Pronto soccorso (basti pensare che “oggi il paziente cardiopatico, con alto rischio clinico, viene portato in consulenza direttamente al reparto di cardiologia"), l”’inadeguatezza degli spazi per il Pronto soccorso pediatrico” e la “scarsa privacy delle aree dedicate all’accoglienza”. Per questo è “indifferibile – secondo il Fials – effettuare un ‘check up del Pronto soccorso’, attraverso una analisi strutturata e multidisciplinare del servizio, che possa consentire di definire delle priorità in termini di azioni di miglioramento”. 

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