Perseguita il vicesindaco per una presunta relazione con la moglie: arrestato

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Credeva che la moglie avesse una tresca con il vice sindaco, per questo lo aveva minacciato ripetutamente a colpi di sms e, in almeno un episodio, lo aveva perfino affrontato di persona. Ma i reiterati tentativi di intimidazione gli sono valsi l’accusa di stalking nei confronti del vice sindaco di San Pancrazio Salentino, l’avvocato Cosimo Scarpello. E’ questa l’accusa per la quale è finito agli arresti domiciliari un 42enne di Carmiano (in provincia di Lecce) per mano dei carabinieri di S.Pancrazio, dopo una indagine coordinata dal sostituto procuratore della repubblica del tribunale di Brindisi Pierpaolo Montinaro.

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Credeva che la moglie avesse una tresca con il vice sindaco, per questo lo aveva minacciato ripetutamente a colpi di sms e, in almeno un episodio, lo aveva perfino affrontato di persona. Ma i reiterati tentativi di intimidazione gli sono valsi l’accusa di stalking nei confronti del vice sindaco di San Pancrazio Salentino, l’avvocato Cosimo Scarpello. E’ questa l’accusa per la quale è finito agli arresti domiciliari un 42enne di  Carmiano (in provincia di Lecce) per mano dei carabinieri di S.Pancrazio, dopo una indagine coordinata dal sostituto procuratore della repubblica del tribunale di Brindisi Pierpaolo Montinaro.

La vicenda nasce e si sviluppa a partire dal novembre dell’anno scorso, dopo le prime minacce ricevute via sms proprio dal vice sindaco con delega agli assessorati alla Cultura e al Contenzioso. Al centro delle molestie, una presunta quanto fantomatica relazione tra la moglie dello stalker ed il vice sindaco sfociata in una serie di messaggini di un certo tenore nei confronti dell’amministratore. Una decina grosso modo, ai quali si aggiungerebbe almeno un episodio diretto di intimidazione. Poi le indagini dei carabinieri della locale stazione guidati dal luogotenente Vincenzo Scozzi. In poche settimane l’individuazione dell’autore degli sms al vetriolo.

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Oggi l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in regime degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, su richiesta del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro al termine dell’attività di indagine. Il colmo della vicenda? La presunta relazione che tanto avrebbe fatto infuriare lo stalker leccese, non è mai esistita.

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