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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Pesa 190 chili, inoperabile al Perrino

BRINDISI – Non solo non ci sono posti ma chi pesa 190 chili non può nemmeno permettersi di ammalarsi. Almeno non nel Brindisino. Non ci sono letti in grado di sopportare un peso di quasi due quintali e non c’è personale medico disposto a operare senza l’attrezzatura adeguata. Perché non c’è nemmeno quella. Ed è così che un 53enne di San Pietro Vernotico, M.D.L. , martedì ha rischiato di morire per un’appendicite trasformatasi in peritonite.

BRINDISI – Non solo non ci sono posti ma chi pesa 190 chili non può nemmeno permettersi di ammalarsi. Almeno non nel Brindisino. Non ci sono letti in grado di sopportare un peso di quasi due quintali e non c’è personale medico disposto a operare senza l’attrezzatura adeguata. Perché non c’è nemmeno quella. Ed è così che un 53enne di San Pietro Vernotico, M.D.L. , martedì ha rischiato di morire per un’appendicite trasformatasi in peritonite.

L’uomo è stato operato d’urgenza solo nel tardo pomeriggio agli Ospedali Riuniti di Foggia dove il primario del reparto di chirurgia ha tentato il tutto e per tutto per salvarlo. Il 53enne ora è ricoverato in sala rianimazione in prognosi riservata, le sue condizioni sono critiche ma l’intervento almeno è stato eseguito e sembrerebbe essere riuscito. Si attende ora il decorso post operatorio.

L’odissea di M.D.L. è iniziata nella mattinata di Santo Stefano quando dopo una settimana di sofferenza trascorsa nella sua abitazione per un malessere che non passava in nessun modo è stato trasportato al Pronto Soccorso del Perrino. L’uomo accusava forti dolori al’addome e aveva la febbre altissima. A Brindisi, però, non c’erano posti letto disponibili e soprattutto non ce n’erano per pazienti con un peso pari a 190 chili. È stato così trasferito nel reparto di Nefrologia dove c’era un unico letto in grado di sopportare il suo peso o quasi. Era omologato infatti per 140 chilogrammi.

Le condizioni del sanpietrano, però, nel corso della mattinata sono peggiorate tanto che si è resa necessaria una Tac. I suoi guai sono iniziati quando dall’esame è risultata una sospetta perforazione dell’intestino. Da operare in maniera alquanto urgente. Si, ma da chi? Al Perrino pare non ci sia l’attrezzatura adatta per sottoporre a intervento chirurgico un uomo di quella stazza, né lo spazio dove eseguire l’intervento. Questo, almeno, è quanto sarebbe stato spiegato ai familiari del 53enne.

L’unica soluzione era quella di trasferirlo in qualche nosocomio vicino in grado di operare un grande obeso. Ma nel circondario non c’era nulla. Nessun posto letto. Nessuna speranza fino a quando il primario di chirurgia degli Ospedali Riuniti di Foggia non ha dato la sua disponibilità eseguire l’intervento. Le condizioni del paziente di S. Pietro Vernotico, infatti, erano diventate critiche e stava rischiando la vita.

Solo nel corso dell’operazione, poi, si scoperto che effettivamente di trattava di una perforazione dell’intestino con peritonite, che, forse si sarebbe potuta affrontare prima. Tuttavia, si attendono notizie ufficiali da parte della Asl di Brindisi sulla vicenda, dopo quelle diffuse da altre fonti.

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