Cronaca

Tassa rifiuti, batosta a dicembre. I brindisini pagano più dei leccesi

Come avevo previsto qualche settimana addietro, non si è saputo fare niente di meglio, che appesantire in modo consistente la tassa sui rifiuti. Con aumenti generalizzati fino al 250 % rispetto alla tassa pagata nel 2013. Aumenti ritenuti da molti assolutamente esagerati, specie se rapportati alla qualità del servizio offerto

Come avevo previsto qualche settimana addietro, non si è saputo fare niente di meglio, che appesantire in modo consistente la tassa sui rifiuti. Con aumenti generalizzati fino al 250 % rispetto alla tassa pagata nel 2013. Aumenti ritenuti da molti assolutamente esagerati, specie  se rapportati alla qualità del servizio offerto, che costringe molti cittadini a convivere giornalmente  con i tanti rifiuti sparsi per terra, gli odori nauseabondi, la sporcizia, il liquame, gli animali che rovistano fra di essi.

Tutto frutto di un incremento di costi di difficile interpretazione e forse di giustificazione,  che sebbene costruita  con lo scopo far pagare in proporzione alla quantità dei rifiuti prodotti dal singolo utente, ha completamente fallito  l’obiettivo nella misura in cui, a parità di superficie, ha prodotto   lo stesso livello di tassazione  per  tutti i nuclei familiari aventi la stessa composizione, ma anche per tutte le attività non domestiche della  stessa categoria, indipendentemente  dalla effettiva produzione di  rifiuti differenziati ed indifferenziati.

Un risultato deludente frutto  di un calcolo teorico costruito in base ad un conferimento presunto, che penalizza   di fatto il cittadino o   l’utente virtuoso, equiparato a livello di tassazione a quello negligente. Incrementi, che destano oltretutto  non poche perplessità, perché finiscono per danneggiare pesantemente le famiglie numerose e quelle dimoranti  in appartamenti popolari di piccola dimensione, che in generale fanno riferimento a famiglie meno agiate, che in molti casi avrebbero bisogno di maggiore attenzione e considerazione.

Non è dato conoscere, come dovrebbe essere fatto, la distribuzione dei costi fra utenze domestiche e non domestiche, ma anche il numero delle utenze riferite alla composizione dei diversi nuclei familiari e alle diverse attività.  Nondimeno, si tratta di un  autentico salasso, come si rileva  scorrendo il tariffario predisposto  dall’amministrazione comunale, che inciderà pesantemente sulla rata di dicembre prossimo.

Infatti, non tenendo conto dell’addizionale provinciale, che produce un ulteriore  incremento del 5%, per  gli appartamenti aventi dimensione di 50 metri quadri, con nucleo familiare limitato a due componenti , si  è passati da 121,5 euro del 2013, a  219,45 euro del 2015, con un aumento dell’80% . Certamente non andata meglio a quelli  composti da  3 componenti,  passati da  121,5 euro, a 265,06, ( + 120% ) e a   quelli con  4 componenti, passati  da 121,5 euro, a 309,72 ( + 155%).

Quasi spietato  risulta quello riferito ai nuclei familiari formati da 5 o 6 componenti, che subiscono incrementi del 211% e 247% , passando rispettivamente da 121,5 euro a 377,65 euro e da 121,5 euro a 421,87 euro. Non si salvano certamente le  utenze familiari con superficie maggiore, come quelle di  100 mq, interessati da una  tassazione che cresce  costantemente in funzione della composizione del nucleo familiare, passando da una maggiorazione di   61,86 euro per  i nuclei composti da  due componenti,   fino a raggiungere   un incremento di 275,17 euro per quelle riferite a  6 componenti, obbligati a versare complessivamente  518,17 euro ( +113%).

Una brutta notizia,  che diventa dolorosa se si fa riferimento a  quanto accade in moltissime altre città pugliesi, come Lecce, che in tema di pulizia e raccolta dei rifiuti, è senz’altro un passo più avanti rispetto a Brindisi. Infatti in quella città, la tassazione risulta sempre inferiore a quella di Brindisi, con un risparmio  considerevole per tutti i tipi di utenza, che raggiunge la somma di 194,78 euro, per i nuclei familiari composti  da 6 elementi,  abitanti in appartamenti di 100 mq.

Ma ancora una volta non si è voluto cogliere la sfida proposta dalla crisi devastante, che sta corrodendo la vita di molte famiglie, mancando di attivare  forme di flessibilità della pressione tributaria locale attraverso un sistema di riduzioni tariffarie a favore di quelle, che vivono in una condizione di grave disagio economico, che  pure la  legge di stabilità 147/2013 consentiva di attivare. Su questo terreno si doveva misurare la capacità politica della classe dirigente di questa  città, di  essere all’altezza del compito, che i cittadini gli hanno affidato. Invece non ha saputo fare niente di meglio che appesantire la tassazione e ignorare chi si trova in una grave condizione economica e sociale, che non ha risorse,che si ritrova senza lavoro, lasciandolo ancora una volta solo con se stesso e con il proprio dramma familiare.

Sarebbe bastato poco, fare almeno come hanno fatto in molte altre città italiane e pugliesi, come Bari o  Lecce,  che hanno previsto consistenti riduzioni tariffare per i nuclei familiari  a basso reddito Isee,  per quelli  composti esclusivamente da ultraottantenni   e per quelli in cui sia presente un disabile, recuperando le risorse necessarie dal bilancio generale del Comune.  Comunque, siccome al peggio non c’è limite, c’è da aspettarsi nel prossimo anno ulteriori consistenti, ma forse devastanti,  aumenti derivanti dai maggiori costi connessi con il  sequestro della discarica di Autigno.

Unica salvezza potrebbe  rivenire dalla decisione di pubblicare finalmente il bando di gara decennale per il servizio di raccolta rifiuti e dei servizi accessori,  per porre fine a questa situazione di perenne precarietà, ma anche per  un miglioramento del servizio e  un  contenimento di costi, che possa produrre benefici a livello di decoro,  di pulizia urbana  e di tassazione.

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