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Cronaca

Pesca mezza tonnellata di cozze nel porto per venderle a Pasqua. Denunciato

BRINDISI - Non fidarsi mai dei venditori di frutti di mare all'angolo delle strade o su bancarelle improvvisate, e di prodotto senza indicazione della filiera di provenienza. Se la polizia non lo avesse bloccato, un pregiudicato brindisino avrebbe immesso in vendita, forse ai margini di qualche mercatino rionale, mezza tonnelata di mitili raccolti nel porto. Ma non rubato alle coltivazioni autorizzate che si triovano a ridosso della diga di Punta Riso, bensì raschiati via dalle banchine in acque inquinate. Con i danni immaginabili per la salute dei consumatori incauti.

BRINDISI - Non fidarsi mai dei venditori di frutti di mare all'angolo delle strade o su bancarelle improvvisate, e di prodotti senza indicazione della filiera di provenienza. Se la polizia non lo avesse bloccato, un pregiudicato brindisino avrebbe immesso in vendita, forse ai margini di qualche mercatino rionale, mezza tonnellata di mitili raccolti nel porto. Ma non rubati alle coltivazioni autorizzate che si trovano a ridosso della diga di Punta Riso, bensì raschiati via dalle banchine in acque inquinate. Con i danni immaginabili per la salute dei consumatori incauti.

I cinque quintali di cozze nere, pescate appunto in area portuale, sono stati scoperti e sequestrati dagli uomini della Squadra nautica della sezione volanti di Brindisi alla vigilia di Pasqua. I poliziotti avevano fermato per controlli lungo viale Enrico Fermi un brindisino, già noto alle forze dell?ordine, che aveva da poco pescato quasi mezza tonnellata di mitili di vario genere la cui pesca, trasporto e commercio è disciplinata severamente da disposizioni normative sia nazionali che comunitarie.

Scoperta la provenienza delle cozze,  pescate in condizioni igieniche pessime, è scattato il sequestro. I mitili sono stati rimmessi in mare mentre al pescatore abusivo è stata comminata una multa di circa tremila euro. Il personaggio assolutamente privo di scrupoli contava di fare buoni incassi proprio per l'imminenza del pranzo pasquale.

Un uomo della provincia di Brindisi, poi, è stato denunciato dalla Finanza per pesca illegale di ricci di mare.  Le fiamme gialle della compagnia di Manduria ne hanno sequestrato un quintale e 30, circa 3mila pezzi, a San Pietro in Bevagna. Il responsabile è stato deferito a piede libero per pesca di frodo. Il pescatore aveva già sistemato nella sua auto i ricci prelevati poco prima senza alcuna autorizzazione. I frutti di mare, ancora vivi al momento del sequestro, sono stati rigettati in mare dopo i controlli effettuati dal personale del dipartimento prevenzione della Asl di Taranto.

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