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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Petrolchimico, il Tar di Lecce boccia il ricorso del Comune di Brindisi

I giudici lo ritengono "improcedibile": il Municipio contro l'autorizzazione integrata ambientale del ministero della Transizione ecologica (ex Ambiente)

BRINDISI - Il Comune di Brindisi aveva avanzato un ricorso contro l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) del ministero concessa al petrolchimico, ma i giudici del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce ritengono lo stesso ricorso "improcedibile". La camera di consiglio c'è stata il 14 dicembre 2021, ma la sentenza con le motivazioni è stata pubblicata il 3 gennaio 2022. Il presidente del collegio è il giudice Antonio Pasca, Silvio Giancaspro è l'estensore.

Il ricorso (numero di registro generale 870 del 2021) - come detto - è stato proposto dal Comune di Brindisi contro il ministero della Transizione ecologica (prima si chiamava dell'Ambiente) e Versalis spa. Chiedeva l'annullamento del decreto del ministro per la Transizione Ecologica numero 76 del 3 marzo 2021 di riesame complessivo dell'Aia del Petrlochimico. 

Il Comune di Brindisi ha fatto notare che nonostante "i lavori di ammodernamento compiuti nel 2015, le torce dello stabilimento continuavano ad accendersi senza che in concreto si sapesse quali tipo di emissioni venissero liberate nell'aria". Si legge nella sentenza che nel 2018 il Comune di Brindisi intervenne chiedendo a Versalis di contenere il fenomeno, rilevando che il sistema di monitoraggio delle emissioni era gestito dalla stessa società.

Poi, nella sentenza, viene ricordata l'ordinanza numero 44 del 20 maggio 2020 con la quale il Comune di Brindisi ordinava a Versalis l'immediata sospensione dell'esercizio dell'impianto di cracking con riferimento a tutte le sezioni principali. Il motivo? "In tutta la città si avvertirono fenomeni olfattivi molesti". Quindi vengono rievocate due successive ordinanze sindacali, una che confermava lo stop, l'altra che revocava l'ordinanza precedente.

Nodo importante, nella sentenza, per il Comune di Brindisi è il monitoraggio delle emissioni. Per il Comune deve essere gestito da Arpa e non dalla società. E poi, per il Municipio adriatico, il Ministero avrebbe "sacrificato" le posizioni espresse dalla Regione Puglia e dal Comune di Brindisi nei confronti di Eni-Versalis. Dal canto suo, la società, con memoria depositata il 12 novembre 2021, ha riferito che le prescrizioni e le valutazioni richieste dal Comune sono state recepite e a esse è stata già data attuazione.

Per il Tar di Lecce "il ricorso deve essere dichiarato improcedibile in ragione del sopravvenuto difetto di interesse al suo accoglimento". Eni-Versalis ha riferito di aver ottemperato alle prescrizioni richieste in materia di monitoraggio delle emissioni. La società, si legge nella sentenza, "ha quindi eccepito il pieno soddisfacimento (e comunque il superamento) della posizione di interesse attivata in giudizio dall'Amministrazione comunale". E quest'ultima non ha presentato repliche.

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