Cronaca

Petrolchimico, nuova sfiammata della torcia all'alba: il cielo si illumina

L'accensione nella notte tra il 20 e il 21 dicembre. Nessuna comunicazione da parte dell'azienda pervenuta ad Arpa Brindisi

BRINDISI - Avvistata da pescatori e da cittadini, una nuova "sfiammata" della torcia dello stabilimento Eni-Versalis non è passata inosservata. E' accaduto nella notte tra il 20 e il 21 dicembre a Brindisi. I cittadini si sono accorti dell'evento e hanno filmato e fotografato la sfiammata, documentata tra l'altro da un suggestivo video che gira sulle varie chat di WhatsApp.

In un video in particolare, si vede la torcia di Punta di Torre Cavallo accesa mentre è ancora buio, mentre la foto pubblicata in questa pagina è stata scattata da un lettore all'alba. Per quanto appreso da BrindisiReport, l'Arpa di Brindisi non ha ricevuto ancora - alle 10 del 21 dicembre - segnalazione alcuna. Invece Arpa viene normalmente informata dell'evento. 

Arpa Brindisi si è recata nella mattinata del 21 dicembre, intorno alle 11, sul posto per verificare cosa è accaduto nella notte. E' stato attivato il protocollo, che prevede, tra l'altro, la lettura dei grafici delle emissioni per risalire all'origine della sfiammata.

L'ultimo episodio risale al 4 giugno 2020, quando la torcia si accese a causa di un blackout. Di solito le torce di emergenza entrano in funzione automaticamente, a seguito di un blocco dell’impianto causato da guasti o blackout. In questo modo la sostanza in lavorazione viene bruciata, scongiurando danni allo  stabilimento o rischi di incidenti industriali.

L'intervento di Legambiente

Sulla vicenda interviene il presidente del circolo “Tonino Di Giulio” di Legambiente Brindisi, Doretto Marinazzo. “Al momento – afferma Marinazzo - non è stata data una spiegazione sulla causa, ma ci auguriamo che non venga fatto presente, ancora una volta, che ci troviamo di fronte ad una ingiustificabile interruzione della fornitura elettrica, ad un blocco di un quadro elettrico o ad altri presunti eventi accidentali che possano giustificare anche il ricorso all’ossidatore termico e quindi ad un vero e proprio incenerimento prima dell’immissione in torcia e del conseguente impatto ambientale e sanitario delle sostanze emesse”.

“Sappiamo – prosegue Marinazzo - che sono in corso conferenze di servizi sui progetti presentati da Eni Versalis e che i pareri istituzionali manifesterebbero seri dubbi da parte dell’amministrazione comunale e di quella regionale. Legambiente chiede nuovamente che si faccia chiarezza sulle cause reali delle sfiammate e sui processi autorizzativi in corso, fermo restando che alcuni interventi programmati sono da sottoporre a procedura pubblica di Valutazione di Impatto Ambientale e non semplicemente ad un riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia)”. 

Articolo aggiornato alle ore 15:07 (intervento di Legambiente)
 

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