Cronaca

Piano di riordino ospedaliero, NurSind: "Trascurata l'assistenza domiciliare"

Riceviamo e pubblichiamo una nota attraverso la quale la segreteria provinciale NurSind (sindacato delle professioni infermieristiche) di Brindisi presenta le proprie perplessità riguardo al piano di riordino ospedaliero presentato pochi giorni fa presso la commissione Sanità

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo una nota attraverso la quale la segreteria provinciale NurSind (sindacato delle professioni infermieristiche) di Brindisi presenta le proprie perplessità riguardo al piano di riordino ospedaliero presentato pochi giorni fa presso la commissione Sanità del consiglio Regionale dal governatore Michele Emiliano e dal direttore del dipartimento regionale per la Promozione della salute, Giovanni Gorgoni. 

Una settimana all'approvazione del piano di riordino. Chiusure, riconversioni ed accorparmenti e nessun coinvolgimento dei cittadini, nessun coinvolgimento degli operatori tantomeno degli infermieri. Nonostante il fulcro del riordino riguardi proprio la riorganizzazione dei servizi di assistenza territoriali,  non abbiamo sentito parlare di See & Treat, di reparti a gestione infermieristica e di riorganizzazione in genere dell’assistenza, vero strumento di controllo, filtro e indirizzo del paziente bisognoso.

Non ci risulta l’istituzione dell’infermiere di famiglia e degli ambulatori infermieristici che come esperienze d’altri raccontano, sono la vera innovazione che può condurre ai risultati economici attesi.

Questo ci consente di dire che non c’è una contrarietà preconcetta a progetti di riordino che accorpano e accentrano servizi per ragioni di efficacia, efficienza, demografia ed economia, anzi. Quello che però non possiamo tollerare è che questa sia l’unica via possibile ad un sistema che invece dovrebbe cessare di essere medicocentrico e puntare invece sul concetto dell’assistenza domiciliare diretta. 

Perché è vero che c’è necessità di diagnosi e cura ma è altrettanto vero che assolto a questo compito, il servizio sanitario deve occuparsi di assistere il paziente e ciò non può che avvenire sul territorio, meglio ancora e domicilio per opera di quella figura a cui,  nel lontano 1994 il legislatore ha deciso di affidare la responsabilità, ossia l’infermiere.

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