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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Picchia a sangue la moglie, la polizia sfonda la porta e lo arresta

BRINDISI – Ancora violenza sulle donne. Ecchimosi su varie parti del corpo e un timpano sfondato. A ridurre in queste condizioni una ventottenne di Brindisi è stato il marito, arrestato nella notte dai poliziotti della Sezione volanti diretta dal vice questore Alberto D’Alessandro dopo avere aggredito anche gli agenti inviati sul posto dopo una telefonata anonima giunta al 113. L’energumeno si chiama Alessandro Liardo, ha 35 anni, non svolge, secondo i poliziotti della Volante, alcuna attività lavorativa ed è noto per reati contro il patrimonio e la persona. E’ accusato di lesioni alla moglie, violenza e maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale.

BRINDISI - Ancora violenza sulle donne. Ecchimosi su varie parti del corpo e un timpano sfondato. A ridurre in queste condizioni una ventottenne di Brindisi è stato il marito, arrestato nella notte dai poliziotti della Sezione volanti diretta dal vicequestore Alberto D'Alessandro dopo avere aggredito anche gli agenti inviati sul posto dopo una telefonata anonima giunta al 113. L'energumeno si chiama Alessandro Liardo, ha 35 anni, non svolge, secondo i poliziotti della Volante, alcuna attività lavorativa ed è noto per reati contro il patrimonio e la persona. E' accusato di lesioni alla moglie, violenza e maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale.

La donna ne avrà per quindici giorni. I medici del Pronto soccorso dell'ospedale Perrino, dove è stata condotta con urgenza da una Volante, avrebbero voluto trattenerla in osservazione perché il danno prodotto dalle percosse al timpano è abbastanza serio. Ma la poveretta ha firmato e rifiutato il ricovero perché è mamma di due bambini piccoli, rimasti soli a casa. Peraltro terrorizzati perché hanno assistito all'aggressione selvaggia del padre alla loro mamma. Immagini che purtroppo non riusciranno a cancellare se non con difficoltà dalla loro mente. E probabilmente, anzi gli agenti ne sono più che certi, non era la prima volta che Liardo picchiava la moglie.

Era abbastanza tardi. Al 113 è giunto una telefonata. Una donna dice: "Aiuto". E chiude la comunicazione. L'operatore avvia la ricerca della zona dalla quale è partita la telefonata e nel giro di cinque minuti accerta che è partita da via Mecenate, al rione Commenda. Due equipaggi vengono dirottati in zona. Gli agenti cercando di individuare la casa dalla quale è partita la richiesta di aiuto. Non perdono tempo perché le grida si sentono dalla strada. "Polizia, aprite". La porta rimane chiusa mentre le grida continuano. Viene sfondata.

Nella stanza ci sono bambini che piangono, una giovane con il viso sformato dalle botte che grida e chiede aiuto e un uomo, sembra una belva, che in quel momento sta sferrando l'ennesimo colpo sul volto della moglie. E' completamente sbronzo, ma questo non può essere una giustificazione. Vedendo i poliziotti si scaglia contro di loro. Riescono a bloccarlo e lo ammanettano. Altri agenti si dedicano alla donna. E' piuttosto malconcia. In ospedale accertano che ha un timpano rotto.

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