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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Picchia la moglie davanti ai figli, nigeriano allontanato dal centro per rifugiati

Ordinanza nei confronti di un 37enne: la donna finì anche in ospedale, poi ritirò la denuncia

BRINDISI – Un cittadino nigeriano di 37 anni dovrà lasciare il centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo di Tuturano dopo essersi reso “più volte protagonista di episodi di maltrattamenti intrafamiliari, ai danni della moglie, anche in presenza dei figli minorenni”.

L’allontanamento

Il provvedimento è stato adottato dal commissario straordinario del Comune di Brindisi, Santi Giuffrè, con delega per l’esecuzione affidata al comando della polizia locale, con l’assistenza della polizia di Stato, nel caso in cui dovesse essere necessario. Il senegalese oggi dovrà lasciare il centro che si trova a Tuturano.

Il senegalese, stando a quanto è stato accertato sulla base della relazione nel gestore del centro, avrebbe picchiato la giovane moglie più volte. La donna, anche lei nata in Nigeria, 30 anni, il 2 marzo scorso presentò denuncia nei confronti del marito per “violenza e maltrattamenti”, chiedendo aiuto ai poliziotti della questura di Brindisi.

 La denuncia della donna

Alla denuncia è stato allegato il referto dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Perrino: “Trami da percosse”, hanno accertato. La donna nei giorni seguenti ha ritirato la denuncia, anche se le indagini proseguiranno ugualmente, tenuto conto del fascicolo già aperto presso la Procura della Repubblica per i minorenni “visto il coinvolgimento dei bambini che hanno assistito alle violenze”.

La donna e i bambini sono stati trasferiti e si trovano in una casa famiglia in provincia di Lecce, con retta pagata dal Comune di Brindisi.

L’uomo dovrà lasciare il centro, tenuto conto che il “regolamento dello Sprar dell’Ambito Brindisi 1, vieta ogni forma di violenza fisica e verbale nei confronti di chicchessia e sancisce con l’espulsione l’autore”. Il responsabile del Centro ha deciso di permettere al nigeriano di cercare un’abitazione con l’aiuto degli stessi operatori dello Sprar “e con le facilitazioni previste”, vale a dire con la possibilità di ottenere un contributo di “sei mesi di affitto per appartamento o 250 euro).

Le minacce

L’uomo però si è sempre opposto e ha “minacciato gli operatori di sporgere denuncia nei loro confronti per non specificati, a sua dire, atti illeciti compiuti nel caso fosse stato allontanato”. Nel provvedimento firmato dal commissario Giuffrè, inoltre, sono stati riportati anche questi episodi. L’uomo continua a sostenere – è scritto – di avere il diritto di restare nel Centro fino a quando non si sarà ricongiunto con la moglie e i figli e sino quando gli operatori non gli avranno trovato lavoro e casa. Copia del provvedimento è stata notificata anche al servizio del sistema centrale dei centri Sprar di Roma.

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