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Pietanza: “Nessuna minaccia per far votare Luperti e Carluccio”

Il pm chiedeva il carcere: “Concezione personale della società”. Difesa pronta a replicare, stipendio sospeso

BRINDISI – Il giorno dopo l’arresto, Daniele Pietanza, dipendente della Multiservizi, si dice pronto ad affrontare il fuoco di domande del gip che ha firmato ordinando la custodia ai domiciliari: “Non ho mai minacciato nessuno, mai imposto l’elezione di Lino Luperti e Angela Carluccio e non ho  negato gli stipendi a chi sosteneva Nando Marino come candidato sindaco”.

L’interrogatorio di garanzia

Daniele Pietanza-2Il pubblico ministero Giuseppe De Nozza, di fronte agli elementi raccolti dagli agenti della Digos diretti dal vice questore Antonio Caliò, aveva chiesto il carcere, di fronte all’accusa di concussione elettorale, evidenziando “la personalità dell’indagato e la sua concezione familiare della società partecipata più importante del Comune di Brindisi”, in aggiunta al pericolo di reiterazione dei reati contestati: la concussione elettorale con riferimento a quanto avvenne nel periodo del ballottaggio a giugno 2016 e poi furto, per la sparizione di sei computer da Palazzo Guerrieri, peculato e abuso d’ufficio con riferimento all’uso di mezzi della società per esigenze non pubbliche, ma “private” e riconducibili a richieste di Luperti.

Il gip ha ritenuto proporzionata e idonea la custodia nella sua abitazione, con divieto di parlare con persone estranee da quelle conviventi. Divieto, ovviamente di usare telefonini e social. Anche in considerazione dello status di incensurato di Pietanza, oltre che delle recenti pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo e della legge 47 del 16 aprile 2015. Con questo intervento normativo, è stato ancora più accentuato il carattere di eccezionalità della misura carceraria prevista dall’ordinamento processuale.

La difesa

Livio Di Noi-2L’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Tea Verderosa, è stato fissato per lunedì mattina alle 9. Pietanza nella giornata di oggi, subito dopo aver appreso della data e dell’ora dell’appuntamento, avrebbe fatto sapere al suo avvocato di fiducia, Livio Di Noi, del foro di Brindisi, la volontà di replicare all’accusa mossa dal sostituto procuratore De Nozza, titolare dell’inchiesta. Non si avvarrà della facoltà di non rispondere. Parlerà, quindi. E probabilmente già in quella sede, il penalista depositerà la prima documentazione ritenuta utile a confermare la sua verità, partendo dalla contestazione che si riferisce al mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti che avrebbero votato Marino come sindaco e che erano legati a Sandro Trane, altro dipendente, all’epoca responsabile del settore Verde della partecipata, e autore di una denuncia nei confronti di Pietanza.

L’audio e le minacce

In questo esposto, è lo stesso Trane a svelare l’esistenza di un messaggio audio su Whatsapp, partito dal telefono di Pietanza, ma registrato da Carlo Zuccaro. Per l’accusa è significativo per sostenere l’accusa di concussione in concorso con Zuccaro, per il quale erano stati chiesti i domiciliari. Il dipendente è indagato a piede libero, essendo datati i suoi precedenti penali. Di recente ha incassato l’assoluzione dall’accusa di estorsione per la quale venne arrestato.

Il pm Giuseppe De NozzaSecondo il pubblico ministero, il dipendente dopo essere diventato “amministratore di fatto della Multiservizi, avrebbe posto in essere minacce nei confronti di alcuni degli operai in seno alla partecipata, allo scopo di “piegare il libero esercizio del diritto di voto” all’interno della stessa società, alle “esigenze elettorali” di Pasquale Luperti, “suo protettore”. Luperti era ricandidato al consiglio comunale nella lista Impegno sociale con Angela Carluccio sindaco, poi eletta al ballottaggio contro Nando Marino, per il centrosinistra guidato dal Pd, ex partito di Luperti quando era assessore all’Urbanistica. Lasciò Impegno sociale per tenere a battesimo Coerenti per Brindisi, lista che dovrebbe fondersi con Alternativa popolare in vista del 10 giugno, quando i brindisini torneranno al voto. Ma resta l’incognita sulla sua decisione: confermerà o meno la candidatura? Il no sembra la scelta più probabile.

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