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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

"Pioggia d'oro", un nuovo Riesame per il sequestro dei beni della Cucci

ROMA – Una nuova sezione del Tribunale del riesame di Brindisi dovrà tornare a pronunciarsi sul sequestro dei beni di Angela Cucci, 55 anni, di Fasano. Lo ha deciso la Sesta sezione della Corte di cassazione accogliendo il ricorso dei difensori dell’imputata, avvocati Aldo e Mario Guagliani. La Sesta sezione, presidente Lattanti, ha ritenuto che il rigetto da parte del Riesame di Brindisi, presieduto da Giuseppe Licci, il 22 gennaio scorso, della richiesta dei difensori della Cucci di dissequestrare i beni che nulla avevano a che fare con il presunto giro di mazzette per la quale la donna fu arrestata, va rivisto. E quindi ha annullato quella decisione rinviando gli atti che saranno vagliati da un altro collegio, tenendo conto dei rilievi proposti dalla difesa.

ROMA - Una nuova sezione del Tribunale del riesame di Brindisi dovrà tornare a pronunciarsi sul sequestro dei beni di Angela Cucci, 55 anni, di Fasano. Lo ha deciso la Sesta sezione della Corte di cassazione accogliendo il ricorso dei difensori dell'imputata, avvocati Aldo e Mario Guagliani. La Sesta sezione, presidente Lattanti, ha ritenuto che il rigetto da parte del Riesame di Brindisi, presieduto da Giuseppe Licci, il 22 gennaio scorso, della richiesta dei difensori della Cucci di dissequestrare i beni che nulla avevano a che fare con il presunto giro di mazzette per la quale la donna fu arrestata, va rivisto. E quindi ha annullato quella decisione rinviando gli atti che saranno vagliati da un altro collegio, tenendo conto dei rilievi proposti dalla difesa.

Indubbiamente un altro punto a favore della difesa in questa vicenda che esplose lo scorso 16 novembre con l'arresto di 15 persone. L'operazione fu definita "Pioggia d'oro" e indicata come il raggiro più consistente della storia brindisina. Furono sottoposti a sequestro preventivo beni della famiglia Guarini-Cucci per oltre tre milioni e mezzo di euro, tra i quali masseria Maragliulo, che è uno dei più noti Bed & breakfast della Puglia, un complesso di trulli, una Fiat 500 e denaro su vari conti correnti. Tra i beni sequestrati anche quelli che la Cucci aveva avuto in eredità e intestati ai figli che con la vicenda giudiziaria non hanno nulla a che fare.

Quindici arresti per una colossale truffa condita di mazzette scoperta dalla Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria di Brindisi. In carcere finirono, oltre alla Cucci, Giuseppe Guzzo, di Torre Santa Susanna; Giuseppa Antonia Convertini di Costernino, dipendente della Provincia, Ufficio agricoltura; Nicola Amati di Montalbano di Fasano; Graziella Montanaro di Ceglie Messapica, residente a Montalbano; Angela Amati, residente a Montalbano; Anna Maria Carucci, cegliese, residente a Ostuni; Martino Carucci, cegliese, residente a Ostuni; Domenica Prete, ostunese; Pietro Carucci, cegliese, residente a Ostuni, e Pompilio Lolli di San Donaci.

Mentre ai domiciliari furono assegnati Cosima De Matteis, nativa di Torre Santa Susanna, residente a Fasano, Vincenzo Melarosa, di Fasano; Vito Domenico Carucci, nato a Martina Franca, residente a Ceglie Messapica, e Rosa Tommasina Montanaro di Ceglie Messapica.

I reati che vengono loro contestati (corruzione, malversazione, falso in atto pubblico, truffa pluriaggravata e percezione indebita di fondi pubblici) iniziano nel 2003 e vengono analizzati sino al 2007, quando - è sempre il sospetto dell'accusa - la macchina divora-soldi si ferma perché sono state fatte acquisizioni di documenti negli uffici della Provincia e quindi l'inchiesta giudiziaria è diventata nota.

Il tutto ruota attorno a Vito Guarini, marito della Cucci, funzionario della Provincia, responsabile dell'Ufficio agricoltura, che tra le altre cose smista i fondi statali destinati agli agricoltori che hanno ricevuto danni dalle calamità naturali. Guarini muore qualche settimana prima che scattino gli arresti. La moglie è anche dipendente della provincia e lavora nello stesso ufficio di Guarini.

L'accusa sostiene che Guarini chiama gli agricoltori interessati, propone loro di approntare la pratica e chiede la percentuale su quanto debbono avere. Che gli viene pagata senza battere ciglia. Il denaro accumulato viene investito per acquistare beni. La moglie, dopo l'arresto, dice che non sa niente degli imbrogli che il marito potrebbe avere fatto. Che Guarini giustificava quel denaro come il compenso di consulenze; che era costretto a prendere in nero perché non poteva farle. Gli altri arrestati sono agricoltori che hanno preso i finanziamenti e hanno pagato Guarini. Peraltro, la Cucci spiega che degli 800 milioni presi, 300 erano a fondo perduto e altri 500 a tasso agevolato e quindi da restituire a rate.

Oltre all'arresto, come si diceva, scatta il sequestro preventivo. Guagliani padre e figlio fecero ricorso al Riesame di Lecce per il provvedimento di arresto e a quello di Brindisi per il sequestro. Dal Riesame di Lecce ottennero la scarcerazione per decorrenza dei termini: la difesa sosteneva che fossero tre mesi i termini della custodia; il gip Simona Panzera e il pm Adele Ferraro riteneva che il termine fosse sei mesi. Il Riesame dette ragione agli avvocati Guagliani.

Ben diversa fu la sorte del ricorso al Riesame di Brindisi che rigettò la richiesta di dissequestro dei beni che nulla avevano a che fare con quegli 800 milioni di euro. Ed è contro questa decisione che la Cassazione ha disposto l'annullamento. I difensori hanno lamentato nel ricorso una violazione procedurale per quanto riguarda gli avvisi ai difensori che "non risultavano ritualmente citati". Nonché "una violazione di legge perché il Riesame era andato oltre il provvedimento del gip che aveva limitato la portata del sequestro a 800 mila euro, affermando che attese le contestazioni e gli esborsi effettuati dalla Pubblica amministrazione ben poteva procedersi al sequestro totale dei beni della Cucci e dei suoi figli per un valore di oltre tre milioni di euro".

Dopo una lunga discussione la Cassazione ha accolto la richiesta di annullamento avanzata dalla difesa e quindi la vicenda del sequestro dei beni tornerà ad essere discussa. Beni che al momento sono stati affidati in custodia a Pietro Guarini, figlio della Curci, ma per i quali, non appena verrà designato il nuovo gip, che dovrebbe essere Valerio Fracassi, la difesa chiederà un'amministrazione provvisoria in modo che possano riprendere a lavorare.

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