Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Pistole per i killer della camorra e della 'ndrangheta

BRINDISI – Tre semiautomatiche 6,35 munite di silenziatore servono ad armare altrettanti killer di professione. Il piccolo calibro (come il 22 in centesimi di pollice) è il munizionamento di elezione per chi deve sparare da distanza ravvicinata e alla testa con effetti micidiali, utilizzando appunto un silenziatore. Il potere di arresto di un proiettile così piccolo è infatti molto basso, ma è quasi inesistente anche il rinculo mentre la precisione è elevatissima (è il calibro per uso sportivo). Chi deve uccidere di sorpresa non ha bisogno di ingaggiare una sparatoria. Tutto ciò lascia pochi dubbi sul fatto che le armi turche sequestrate sabato al porto di Brindisi fossero destinate alla camorra campana o alla ‘ndrangheta calabrese.

Una delle 6,35 e una scatola di cartucce russe cal.9

BRINDISI - Tre semiautomatiche 6,35 munite di silenziatore servono ad armare altrettanti killer di professione. Il piccolo calibro (come il 22 in centesimi di pollice) è il munizionamento di elezione per chi deve sparare da distanza ravvicinata e alla testa con effetti micidiali, utilizzando appunto un silenziatore. Il potere di arresto di un proiettile così piccolo è infatti molto basso, ma è quasi inesistente anche il rinculo mentre la precisione è elevatissima (è il calibro per uso sportivo). Chi deve uccidere di sorpresa non ha bisogno di ingaggiare una sparatoria. Tutto ciò lascia pochi dubbi sul fatto che le armi turche sequestrate sabato al porto di Brindisi fossero destinate alla camorra campana o alla 'ndrangheta calabrese.

La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane di Brindisi hanno lavorato tre giorni, subito dopo la scoperta delle pistole provenienti dalla Bulgaria, utilizzando i canali e le banche dati di Europol e della stessa Interpol, ma senza trovare traccia di episodi sospetti a carico dei tre fermati, i bulgari I.B.N (lei) e A.G.R. (lui) entrambi di 34 anni, ed R.R. di 66 anni, di Ottaviano, il paese del famoso fondatore della Nuova Camorra Organizzata, Raffaele Cutolo. Eccetto un particolare: la coppia bulgara era già entrata indenne in Italia via Mare altre volte e da altri porti (gli investigatori non lo hanno detto, ma dovrebbe trattarsi di Ancona e Bari). Circostanza che accresce il sospetto sulla possibilità che i due fossero corrieri di professione.

C'è poi un altro episodio che merita una citazione. Il 28 marzo 2010, quindi poco più di tre mesi addietro, gli agenti del commissariato di polizia di Palmi, in Calabria, hanno rinvenuto in un casolare abbandonato di località Monte S.Elia una pistola semiautomatica calibro 9 parabellum Zoraki 914, munita di caricatore con 6 cartucce. Esattamente lo stesso modello di pistola sequestrato in due esemplari sabato nel porto di Brindisi, durante il controllo della vecchia Honda Civic su cui si trovavano i tre corrieri poi arrestati, appena sbarcata dal traghetto Erotokritos proveniente da Igoumenitsa.

C'è quindi la prova di un traffico non certo occasionale di armi, via Bulgaria e Grecia, tra la Turchia e le mafie dell'Italia Meridionale. Un affare in parte gestito dalla criminalità organizzata turca (che tratta inoltre l'intero transito dell'oppio e dell'eroina afghana verso Occidente, e il traffico di clandestini), in parte dalla pericolosissima organizzazione terroristica di destra dei "Lupi Grigi". Il sequestro nel porto di Brindisi è quindi solo un tassello, un nuovo indizio su un problema che impegna le polizia di molti Paesi europei, ma che ha un impatto immediato sugli arsenali di camorra e 'ndrangheta e sul piccolo esercito di killer al loro servizio, bisognoso di armi usa e getta.

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