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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Corruzione, il pm di Potenza davanti al Riesame per Galiano e Pepe Milizia

La Procura impugna il provvedimento del gip per due capi d'imputazione e rinuncia per quanto riguarda la posizione di due indagati

BRINDISI - La Procura di Potenza oggi (martedì 9 marzo 2021) ha impugnato il provvedimento del gip per quanto riguarda due capi di imputazione contestati al giudice Galiano e al commercialista Oreste Pepe Milizia. Ha preferito rinunciare al Riesame per quanto riguarda le posizioni di Vincenzo Francioso e Concetta Alessandra Lapadula (entrambi difesi dall'avvocato Giancarlo Camassa) e per quella di Federica Spina (difesa dai legali Ladislao Massari e Lorenzo Bullo).

I capi di imputazione per i quali il Riesame dovrà decidere sono due e riguardano Gianmarco Galiano (difeso da Raul Pellegrini) e Pepe Milizia (difeso da Roberto Palmisano). Il commercialista, tra il gennaio e il luglio 2017, si era prestato e si prestava a predisporre, per conto del giudice finito in manette, le motivazioni di una serie di sentenze pronunciate in esito a processi tributari in seno ai quali il magistrato, componente della sezione XIII – Commissione tributaria regionale Puglia di Bari, ricopriva l'incarico di giudice relatore, ovvero di chi materialmente scrive le sentenze.

E' quanto ricostruisce il gip di Potenza, Lucio Setola. Per il giudice del capoluogo lucano, in questo caso, pure se la condotta del collega brindisino è "esecrabile eticamente" e rilevante dal punto di vista disciplinare, non si configura il reato di falso. Il pm di Potenza ricostruisce, inoltre, il rapporto tra Galiano e Pepe Milizia, dal punto di vista professionale. Per l'accusa, il primo ha assegnato al secondo diversi incarichi professionali relativi a processi seguiti dal giudice Gianmarco Galiano.

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