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La gente sul luogo della tragedia

La gente sul luogo della tragedia

Pochi dubbi: è stata la madre

CAROVIGNO - Nei giorni di festa il dolore si trasforma in disperazione. Stasera, il Lunedì dell'Angelo, in un appartamento alla periferia di Carovigno, la sofferenza di una donna 32enne si è tramutata in lucida follia.

CAROVIGNO - Nei giorni di festa il dolore si trasforma in disperazione. Stasera, il Lunedì dell'Angelo, in un appartamento alla periferia di Carovigno, la sofferenza di una donna 32enne si è tramutata in lucida follia. Stando alle ricostruzioni operate dai carabinieri lei, madre della piccola Benedetta, tre anni, ha ucciso la figlia, forse avvelenandola con una dose mortale di diserbante. Poi è salita sul terrazzo dell'abitazione al primo piano in cui le due abitavano e si è lanciata nel vuoto. La piccola è morta. La mamma viene sottoposta in queste ore a un delicato intervento chirurgico nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Ostuni.

La tragedia si è verificata attorno alle 21.30. Sono stati i vicini a chiamare i soccorsi: hanno visto la scena orribile, hanno sentito il fragore del corpo della giovane che si era schiantato sull'asfalto. Sono corsi per strada, in via Monteverdi, alla periferia di Carovigno, dove sono presto arrivati anche i sanitari del 118 e i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, al comando del capitano Ferruccio Nardacci. Sul posto anche i militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Brindisi, con il capitano Mariano Giordano.

I fatti sono stati presto ricostruiti, sebbene occorrano le conferme che solo gli accertamenti medico-legali potranno fornire. Benedetta, è morta durante il tragitto in ospedale. In casa, nella busta della spazzatura, è stato rinvenuto un flacone vuoto di diserbante. Probabilmente è stato il pesticida ad avvelenare la bambina. La madre glielo avrebbe somministrato prima di andare su, all'ultimo piano. Lì dove c'è solo il cielo, plumbeo questa sera. Nero di nuvole portate a spasso da un vento gelido.

Franca aveva scritto un biglietto che è stato sottoposto a sequestro. La sua è una famiglia umile. I genitori abitano in campagna. Lei, pure, ha sempre lavorato la terra. Alle spalle una separazione, piuttosto recente, quanto basta per dolersene ancora. L'ex marito è un operaio, si occupa dei campi. Il matrimonio andato in frantumi, racconta chi conosceva bene la donna, era un cruccio dal quale non riusciva proprio a liberarsi. La causa di un malessere che sembrava essersi sopito tra Pasqua e Pasquetta, quando all'apparenza madre e figlioletta, con i parenti, erano apparse serene.

Le giostre, l'uovo di cioccolata. Appena dopo cena, sarà stata la solitudine divenuta troppo pesante tra le quattro mura del civico 30 di via Monteverdi, è stato messo in atto un piano terribile. Prima la morte della piccola. Poi la punizione estrema per sé stessa. Gli investigatori, una volta sul posto, hanno dovuto sfondare la porta d'ingresso. Sono stati i conoscenti a riferire che forse, in casa, c'era Benedetta. Franca era lì, distesa, in una pozza di sangue. Ancora viva. Per la piccola c'erano pochissime speranze.

Gli uomini dell'Arma hanno transennato la zona, hanno ispezionato ogni stanza. Domattina il pm di turno, Pierpaolo Montinaro, conferirà l'incarico al medico legale per l'autopsia. Sulla dinamica, ci sono purtroppo pochi dubbi. Franca voleva andarsene per sempre. Ma non si sarebbe mai messa in viaggio senza la sua bambina.

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