Capannoni ex Saca: interrogazione urgente del Pd, la polemica si riaccende

Il Pd presenta un'interrogazione urgente sul bando per la riqualificazione delle periferie, chiedendo chiarimenti sulla scelta di destinare il finanziamento ai capannoni ex Saca, senza tenere in considreazione altri progetti

BRINDISI – Non si spegne la querelle riguardante il finanziamento dei lavori di riqualificazione dei capannoni ex Saca attraverso il bando per le periferie emanato dal governo. A rinfocolare la polemica è il gruppo consiliare del Pd, che chiede alla sindaca, Angela Carluccio, se l’amministrazione comunale fosse a conoscenza (e se sì, per quale ragione lo abbia ignorato) di un progetto di riqualificazione del rione Perrino (denominato “Parco Sportivo Modulare del Quartiere Perrino”) redatto da due giovani architetti brindisini.

Questi, attraverso una nota diramata nella giornata odierna, hanno riferito di aver presentato tale progetto lo scorso giugno, “alla Sindaca Angela Carluccio e, in diversi incontri, al dirigente della ripartizione urbanistica Fabio Lacinio, all’assessore allo sport Maria Greco e conosciuto da diversi dipendenti degli uffici pubblici tra cui il dirigente Gaetano Padula”. I democratici hanno formalizzato le loro riserve attraverso una interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta.

Il nocciolo della questione è che la riqualificazione dei capannoni ex Saca abbia a vedere ben poco con lo spirito del bando, finalizzato a recuperare le aree degradate delle città.  Il Pd ricorda che lo scorso 21 luglio, con la deliberazione numero 32 avente per oggetto l’atto di indirizzo per la partecipazione del Comune di Brindisi al Bando, “la giunta comunale costituiva un Ufficio di Staff Intersettoriale, coordinato dal Segretario Generale e composto da quattro funzionari comunali che, entro 7 giorni, avrebbe dovuto “proporre interventi sintonici con l’idea di riqualificazione ed un crono programma operativo delle attività atto”. Con la deliberazione numero 54 del 9 agosto, poi, venne individuata “la riqualificazione dei capannoni ex Saca, siti nel Parco Cillarese, quale proposta di valorizzazione urbana da candidare a finanziamento”.

Si tratta di una scelta che ha suscitato forti perplessità soprattutto per due motivi: la mancata rispondenza alle finalità del finanziamento,  “erogato specificatamente per le periferie intese come "aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi"; il rischio di perdere lo stesso finanziamento, in considerazione anche del fatto che gli immobili da risanare insistono nella zona R4, ovvero ad altro rischio idrogeologico e pericolosità idraulica.

Sono tre, dunque, i quesiti ai quali il primo cittadino dovrà rispondere: “se è vero che l’Amministrazione era a conoscenza di progetti alternativi a quello della riqualificazione dei capannoni dell’Ex Saca”; “secondo quali criteri e con quali atti si è proceduto all’individuazione del progetto “Cillarese”; “ se, considerato il forte rischio di perdere il finanziamento con il progetto prescelto, non ritiene di dover formulare progetti alternativi.

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