Cronaca

Convenzione comuni messapici: manca Ceglie ma anche Brindisi

Apre la polemica sull’assenza della sua città dalla convenzione tra i centri messapici della Puglia, tesa a valorizzarne il patrimonio storico, culturale e archeologico, il deputato dei Conservatori e Riformisti di Ceglie Messapica, Nicola Ciracì. Ma a ben guardare l’elenco dei firmatari non è certo solo quella di Ceglie Messapica l’unica assenza eccellente. Ma mancano infatti veri e propri capisaldi della civiltà messapica che pur ne custodiscono le vestigia

CEGLIE MESSAPICA – Apre la polemica sull’assenza della sua città dalla convenzione tra i centri messapici della Puglia, tesa a valorizzarne il patrimonio storico, culturale e archeologico, il deputato dei Conservatori e Riformisti di Ceglie Messapica, Nicola Ciracì. Ma a ben guardare l’elenco dei firmatari non è certo solo quella di Ceglie Messapica l’unica assenza eccellente. Ma mancano infatti veri e propri capisaldi della civiltà messapica che pur ne custodiscono le vestigia.

Ma procediamo con ordine. Alla base di tutto c’è la nascita di un Sistema ambientale e culturale (Sac) che servirà da un lato per investimenti mirati di fonti europei, dall’altro di fondi privati. La Regione Puglia avrebbe dovuto verificare la natura e il peso dei comuni mancanti all’appello, ed il loro peso nel Sac della civiltà messapica.

Un piccolo esempio? Fasano con Egnazia, l’unica città-porto di origine messapica dotata peraltro di un museo nazionale. Mesagne (Mediana) e Latiano, che condividono la vasta area archeologica di Muro Tenente scavata da missioni universitarie olandesi (Mesagne ha anche importanti rinvenimenti nel suo centro storico. La stessa Ostuni (Sturnium), Carovigno (Carbinia). E infine Brindisi, che fu Messapica prima che Romana, e San Vito dei Normanni con un parco archeologico organizzato proprio con l’Università del Salento.

ciracì-nicola-e1332002238515-2Ciracì ha ragione, pur limitando anche per ragioni politiche locali il suo intervento a Ceglie Messapica (Caelia). “È assurdo che l’unico Comune a mancare nella convenzione per la valorizzazione delle civiltà messapiche sia proprio Ceglie Messapica, una delle città più antiche della Puglia”, accusa il deputato fittiano.

“Spendere mille euro, evidentemente, è troppo per il sindaco di Ceglie, che preferisce utilizzare denaro pubblico per cooperative e festini piuttosto che promuovere il patrimonio culturale della nostra splendida terra.  Non permetterò che questa totale mancanza di attenzione e amore nei confronti del territorio passi inosservata. Io stesso, infatti, provvederò a pagare la quota necessaria affinché anche Ceglie Messapica entri a far parte della convenzione firmata sabato scorso a Vaste da quindici comuni a cavallo tra le provincie di Brindisi, Taranto e Lecce, per rendere il nostro passato ancora vivo”, promette Ciracì.

Ma a questo punto, bisognerebbe sollevare il problema della assenza pressoché totale dei centri messapici della provincia di Brindisi, non certo meno importanti di quelli che hanno siglato la convenzione, e in alcuni casi anche molto più importanti e dotati di strutture museali di valore. Infatti, quali sono i quindici centri che hanno siglato la convenzione nei giorni scorsi, nel Palazzo Baronale di Vaste, di recente destinato a Museo della Civiltà Messapica, intitolata “Convenzione per lo svolgimento coordinato di attività volte alla valorizzazione ed alla promozione delle testimonianze archeologiche delle civiltà messapiche”? I Comuni di Otranto, Manduria, Salve, Torchiarolo, Lecce, Nardò, Muro Leccese, Oria, Cavallino, Ugento, Alezio, Poggiardo, Ortelle, Castro e Diso.

C’erano, della Messapia brindisina solo Torchiarolo (Valesio) e Oria (Uria), mentre per tenere a battesimo la convenzione sono arrivati il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e l'assessore Regionale all'Industria turistica e culturale, Loredana Capone. L’associazione stipulerà protocolli di intesa con il Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento e con l'Associazione I Leoni di Messapia.

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