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Cronaca

Portava droga in carcere celata nel retto

LECCE – Doveva scontare un cumulo di pene per reati di vario genere fino a marzo del 2015 ma durante i permessi premio si riforniva di hashish che poi spacciava in carcere. Questa mattina gli agenti della polizia penitenziaria di Lecce, in collaborazione con la Guardia di Finanza lo hanno scoperto e arrestato.

LECCE - Doveva scontare un cumulo di pene per reati di vario genere fino a marzo del 2015 ma durante i permessi premio si riforniva di hashish che poi spacciava in carcere. Questa mattina gli agenti della polizia penitenziaria di Lecce, coordinati dal comandante del reparto, il commissario Riccardo Secci, in collaborazione i militari della Guardia di Finanza lo hanno scoperto e arrestato. Si tratta del 30enne brindisino Umberto Brina. Stava per introdurre nel carcere di Borgo San Nicola, quattro stecche di hashish del peso complessivo di circa 30 grammi. Le aveva nascoste nel retto e nell'intestino.

I sospetti su Brina erano caduti in seguito a un'indagine avviata dai baschi azzurri sull'uso di droga tra i detenuti dello stesso suo reparto. Il 30enne era l'unico che regolarmente si allontanava dal carcere per usufruire dei permessi premio (aveva a disposizione 45 giorni in un anno). Questa mattina, al suo rientro, ha trovato agenti penitenziari e le unità cinofile della Guardia di Finanza che hanno subito individuato la presenza di sostanza stupefacente.

Resosi conto di non avere possibilità di scampo, Brina ha fornito la propria collaborazione riuscendo a recuperare due stecche di sostanza hashish dal peso complessivo di 14 grammi. Nonostante l'apparente forma di collaborazione, ritenendo probabile la presenza di altra sostanza ancora occultata nell'intestino, il 30enne è stato inviato con procedura di urgenza presso l'ospedale Vito Fazzi dove attraverso le radiografie è emersa la presenza di "corpi estranei". Si trattava di altre due stecche della stessa sostanza. Umberto Brina è stato nuovamente arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti aggravato. Soddisfazione ed una nota di elogio per l'operato svolto ed i risultati conseguiti è stata espressa dal direttore della casa circondariale di Lecce, Antonio Fullone.

 

 

 

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