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Porticciolo, passo indietro di Igeco: rinuncia all’acquisto delle azioni

La società scrive al Comune: “Non c’è più interesse”. Intanto l’Ente riconosce il diritto di prelazione a Marinedi

BRINDISI – Cambia l’assetto azionario della società Bocca di Puglia, nata per la costruzione e gestione del porticciolo turistico. Da un lato il Comune è stato costretto a fare i conti con il passo indietro di Igeco, dall’altro con il ritorno di Marinedi.

Igeco cambia idea

La spa Igeco ha fatto sapere – per iscritto – di “non avere più interesse all’acquisto del pacchetto azionario posto a base di gara”, indetto dall’Amministrazione cittadina di Brindisi. La lettera è arrivata a Palazzo di città il 9 novembre 2017, l’Ente ne ha preso atto solo di recente, con determina del dirigente del settore Contratti, ieri, 2 febbraio 2018. I legali della spa hanno ufficializzato la “revoca l’offerta del 31 maggio 2016 di acquisto del pacchetto azionario detenuto del Comune” e hanno chiesto la “restituzione della cauzione provvisoria emessa da Groupama assicurazioni spa”.

Igeco si era aggiudicata la quota pari a 3.641.207 azioni, del valore di 152.668,81 euro. Poi il cambio di direzione, possibile tenuto conto del fatto che il termine di 180 giorni previsto per tenere ferma e irrevocabile l’offerta era “abbondantemente scaduto”. Igeco, quindi, non subentra nella titolarità delle azioni del Comune che erano state messe in vendita su decisione delle Assise, il 22 dicembre 2015, durante l’Amministrazione di centrosinistra con il sindaco Mimmo Consales.

La procedura concorsuale era relativa a 4.770.073 azioni, per in valore di 198.231,36 euro, definito dal dipartimento degli studi aziendali dell’Università di Bari, presieduto da Vittorio Dell’Atti.

La prelazione di Marinedi

All’appello pubblico di vendita oltre a Igeco, rispose la società Marinedi chiedendo di esercitare il diritto di prelazione pro quota, rispetto alla partecipazione detenuta con riferimento a 5.582.523 azioni sul totale di 23.589.193, pari al 23,66 per cento. Marinedi aveva opzionato 1.128.866 azioni, per un contro valore economico di 47.331,19. Il controllo della regolarità contributiva ha portato il Comune ad estromettere il privato il 3 luglio 2017.

La società il 12 ottobre 2017 ha “contestato l’avvenuta revoca”, sostenendo che nei propri confronti non si sarebbe dovuto procedere alla verifica del possesso dei requisiti, non avendo partecipato alla procedura di gara, ma avendo esercitato in veste di “privato il diritto di prelazione”. La richiesta è stata ribadita il 20 ottobre e a giudizio del Comune le “motivazioni della società possono ritenersi meritevoli di accoglimento”. Di conseguenza a Marinedi srl sono state aggiudicate le quote oggetto del diritto di prelazione: 1.128.866 azioni per 47.331,19 euro. La srl, di recente, gestisce il porto di Vieste, sul Gargano, dopo quelli di Marina Capo Rizzuto, Marina di Villasimius, Marina di Forio d’Ischia, Marina dei Présidi di Porto Ercole, Marina di Procida, Marina di Brindisi, Marina di Teulada, Marina di Cagliari, Marina di Balestrate.

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