Un pacco di riso al posto di un iPhone 11: dalla Campania a Brindisi per la truffa

Nei guai tre cittadini, denunciati anche per la violazione delle norme del Dpcm del 3 dicembre scorso: si sono spostati da una regione all'altra senza un valido motivo

BRINDISI - Quando ha scartato il pacco all'interno ci ha trovato 500 grammi di riso, peccato che si aspettasse un iPhone 11, un smartphone tecnologico, ma a prezzo scontato. La banda che ha architettato la truffa ai danni di un cittadino albanese è stata sgominata. Operavano perlopiù nel porto di Brindisi. Nei giorni scorsi, la Polizia di frontiera ha fermato una banda di cittadini italiani che realizzavano, nel porto di Brindisi, delle finte vendite di iPhone 11 a dei malcapitati acquirenti che in realtà venivano truffati. Non solo, si trovano nei guai anche perché si sono spostati dalla Campania a Brindisi senza un valido motivo (la truffa, qualora confermata, non rientra tra le giustificazioni per le norme anti-Covid), in violazione del Dpcm del 3 dicembre.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso, quando, all'interno del porto di Brindisi, alcune persone hanno raggirato un cittadino albanese vendendogli un Iphone 11 Pro Max, del valore commerciale di circa 1.400 euro, a un prezzo di 250 franchi svizzeri. Tuttavia, al malcapitato, invece dello smartphone, è stato consegnato, in un borsello di similpelle, un pacco di riso sottovuoto da mezzo chilo. Pertanto la squadra di Polizia giudiziaria, diretta dal vice questore Stefania Occhioni, ha svolto le attività investigative necessarie per individuare gli autori della truffa ed evitare così il ripetersi di tali condotte.

Il monitoraggio effettuato dagli operatori li ha portati ad puntare i riflettori su di una Fiat Panda di colore nero con a bordo dei soggetti di origine partenopea, successivamente identificati in V.B., M.B. e P.P. tutti già noti alle forze dell'ordine. In particolare, a insospettire gli agenti è stata la condotta di V.B., il quale indossava un gilet arancione e aveva il capo coperto da un casco da cantiere. Si aggirava così tra gli automezzi in sosta probabilmente alla ricerca di potenziali clienti da truffare. Per tale ragione, gli agenti hanno operato una perquisizione: nel bagagliaio della Panda hanno rinvenuto undici borselli e quattro pacchi di riso sottovuoto da mezzo chilo ciascuno, identici a quelli utilizzati per raggirare il cittadino albanese. Inoltre, hanno trovato anche un iPhone 11 Pro Max uguale a quello utilizzato per raggirare la vittima con annessa la relativa scatola oggetto della vendita fittizia. 

Per tali motivi, tutto il materiale rinvenuto all’interno dell’autovettura è stato sequestrato e, contestualmente, B.V., B.M. e P.P. sono stati denunciati in stato di libertà, e in concorso tra loro, alla Procura della Repubblica di Brindisi per truffa nei confronti del malcapitato cittadino straniero. Inoltre, nell’occasione, il personale operante ha constatato la violazione della normativa per il contenimento della diffusione del virus Covid-19, in quanto i motivi addotti dai presunti truffatori per giustificare lo spostamento dalla Campania (regione di residenza) alla Puglia (Brindisi) non rientravano tra quelli previsti dal Dpcm del 3 dicembre scorso.
 

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