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Cronaca

Porto Cesareo, sigilli al "Capestro"

PORTO CESAREO – Non si ferma l’attività di controllo e repressione degli abusi nelle concessioni demaniali marittime a Porto Cesareo. Nuovo blitz stamani, ma questa volta interforze, con i campocarabinieri, vigili urbani e militari della Guardia Costiera.

PORTO CESAREO - Non si ferma l'attività di controllo e repressione degli abusi nelle concessioni demaniali marittime a Porto Cesareo. Dopo i sequestri avvenuti nei mesi scorsi ma anche negli ultimi giorni ad opera dei carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi salentina, nuovo blitz stamani, ma questa volta interforze, con i campo anche vigili urbani e militari della Guardia Costiera. Munito di un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice delle indagini preliminari Alcide Maritati, il nucleo incaricato dell'esecuzione del provvedimento si è presentato al lido "Capestro", per mettere i sigilli a due manufatti in legno.

Si tratta di un chiosco bar e di una pedana, autorizzati nel 2010 ma realizzati recentemente, quindi con un permesso ormai scaduto. Inoltre, le opere non erano conformi. La pedana di 200 metri quadrati effettivi, era di 136 metri quadrati più grandi del previsto, il chiosco era invece più piccolo. Insomma, in corso d'opera la struttura era stata realizzata stiracchiando in un senso e nell'altro le dimensioni in progetto. Da qui la relazione alla procura di Lecce, e la richiesta del pm al gip di una misura di sequestro.

Gli accertamenti preliminari nel lido di via dei Bacini erano stati condotti sempre da un nucleo composto da carabinieri, polizia municipale e Guardia Costiera. Era emersa una situazione con le ipotesi di reato collegate alle violazioni sia del Dpr 380/2011 che del Dlgs 42/2004 (normative edilizie e paesaggistiche).

Il gip ha considerato le strutture in questione realizzate in "assenza di qualsivoglia titolo autorizzatorio valido ed efficace", e a ciò si aggiunga che la perdurante disponibilità da parte dei titolari del lido e il conseguente utilizzo nella stagione estiva, potessero aggravare le conseguenze del reato.

 

 

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