Cronaca

Premi Autorità portuale: e qualcuno si ricordò del nucleo di valutazione

Era rimasto in un cassetto, come il famoso accordo sulle premialità derivante dalla contrattazione interna che avrebbe dovuto riguardare solo i dipendenti, ma che fu esteso anche ai dirigenti sia nel 2001 che nel 2010, due dei quali oggi indagati

BRINDISI – Era rimasto in un cassetto, come il famoso accordo sulle premialità derivante dalla contrattazione interna che avrebbe dovuto riguardare solo i dipendenti, ma che fu esteso anche ai dirigenti sia nel 2001 che nel 2010, due dei quali oggi indagati a conclusione dell’indagine del pm Milto de Nozza e della Guardia di Finanza. L’accordo sulle premialità che servì a distribuire 700mila euro circa al personale dell’Authority infatti non passò mai dal Comitato portuale per l’approvazione, mentre la decisione di nominare un nucleo di valutazione esterno del personale dormiva nel cassetto accanto.

Proprio sulle premialità si incagliò l’approvazione del consuntivo 2012, una grossa grana per il presidente dell’Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, che vedeva avvicinarsi il commissariamento dell’ente. Haralambidis scrisse ben due lettere al Ministero dei Trasporti, per ottenere un intervento che evitasse tale epilogo. Un intervento che consentisse l’approvazione del bilancio 2012 malgrado contenesse l’indigesta polpetta delle premialità approvate senza presa visione e voto dello stesso Comitato portuale, come prevede la legge.

Alla fine il consuntivo fu approvato, ma conteneva quella bomba ad orologeria che è scoppiata oggi, vale a dire le ipotesi di peculato che il sostituto procuratore Milto De Nozza muove alle due più importanti cariche della struttura dell’epoca. Il ministero, con lettera, invece aveva dato un colpo al cerchio (la richiesta di  approvazione del bilancio) ed uno alla botte (la raccomandazione che da quel momento in poi tutto doveva passare dal Comitato portuale).

Qualcuno si sarà ricordato, ma non senza le sollecitazioni di alcuni membri del Comitato portuale, dopo che il segretario generale Nicola Del Nobile se ne era tornato all’Autorità Portuale di Carrara, e che la dirigente dei servizi finanziari Vittoria Ligorio era andata in pensione, che una delle prime cose da fare per vigilare sulle premialità e sull’effettiva corrispondenza delle stesse alle prestazioni del personale, senza la pioggia di migliaia di euro degli anni precedenti, era quella di risvegliare il progetto della costituzione di un nucleo di valutazione esterno.

Il 21 maggio 2014, così, il Comitato portuale procede con l’istituzione dell’organismo di controllo e con l’approvazione del regolamento, con un voto all’unanimità. Il potere di designare i membri del nucleo, in numero di tre, viene attribuito dalla delibera al presidente dell’Autorità Portuale. Il quale, sempre con decreto, pochi giorni dopo, il 26 maggio, assegna ad uno dei candidati alla carica di segretario generale dell’authority brindisina, l’ingegnere Roberto Tomasicchio, la progettazione di un molo di attracco davanti alla base Onu di Brindisi nel porto medio. Opera non richiesta dall’Onu, opera non prevista dal Piano regolatore portuale,, si parla solo genericamente di impegno “assunto” dall’Autorità Portuale con il Ministero della Difesa. Importo per la parcella di Tomasicchio, 30mila euro.

Sembra una disgressione, questa vicenda, in realtà tornerà a bomba a proposito del nuovo Nucleo di valutazione. Infatti il 4 settembre 2014, in piena tempesta di rapporti tra Haralambidis e il Comitato Portuale, nel corso di una seduta di quest’ultimo ridotto a 9 presenti, e con 12 assenti, l’organismo approva una delibera di modifica del regolamento. Alla stessa è connesso un decreto presidenziale firmato da Haralambidis che nomina i tre componenti del Nucleo di valutazione. I voti a favore sono solo 5 (Haralambidis, comandante Capitaneria, sindaco, rappresentante lavoratori dell’authority e Giovanni Brigante), un contrario (il rappresentante degli spedizionieri Adriano Guadalupi), 3 astenuti (dirigente Dogane, e due rappresentanti dei lavoratori portuali).

Uno dei nominati è proprio Roberto Tomasicchio, che viene anche designato a presiedere il nucleo; un altro è Jacopo Signorile, figlio dell’ex ministro socialista dei Trasporti, Claudio, che conosce bene l’Autorità portuale di Brindisi perché vi ha già lavorato come consulente per conto di una nota società multinazionale del settore, assieme al figlio dell’allora presidente della società degli aeroporti della Puglia, Domenico Di Paola; il terzo è un noto avvocato cassazionista della provincia di Brindisi, Filomeno Montesardi, per i profili legali ed amministrativi. Il compenso stabilito è di 10mila euro annui per il presidente, di 9mila euro per gli altri due componenti, con un obbligo di sei sedute all’anno.

Non si sa quante volte il Nucleo di valutazione si sia riunito da settembre ad oggi. Ma il 21 novembre scorso questa volta a Comitato portuale con quasi tutti i membri presenti, il rappresentante degli agenti marittimi Teo Titi solleva il caso della composizione del nucleo, ponendo un problema di compatibilità che riguarda l’ingegnere Tomasicchio, che da un lato aveva ricevuto un incarico di progettazione dall’Autorità Portuale, dall’altro doveva presiederne il nucleo di valutazione del personale da esterno. La seduta viene chiusa senza sciogliere il nodo, che – evidentemente – per l’Authority non esiste.

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