Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Premi non dovuti, i revisori: "I funzionari comunali restituiscano 500mila euro"

Bomba al Comune di Brindisi: dopo una indagine a campione, i revisori dei conti scoprono premialità non dovute per circa mezzo milione e mandano le carte alla procura presso la Corte dei Conti

BRINDISI – Dietro l’angolo del lungo week-end dell’Immacolata, un amarissimo rientro al lavoro per alcuni dirigenti del Comune di Brindisi che hanno trovato sulla scrivania il loro regalo di Natale firmato dal collegio dei revisori: dovranno restituire circa mezzo milione di euro complessivamente per premialità non dovute, riscosse tra il 2010 ed il 2014. Per giungere a chiedere questo saldo dei conti, i revisori hanno esaminato una settantina di determine dirigenziali, solo un campione tra la marea di atti a firma dei funzionari emessi nel quadriennio. Cos’altro sarebbe saltato fuori se il ripasso fosse stato fatto a pettine fitto, non è dato saperlo e tutto è affidato all’immaginazione di ognuno. Ma le carte che contano, e che cantano, parlano di un bel malloppo da riportare nelle casse comunali, e tale compito i revisori lo hanno affidato al sindaco. Ad ogni buon conto, tutte le carte sono state inviate anche alla procura regionale presso la Corte dei Conti per le iniziative di competenza.

Insomma, la bomba che doveva fare scoppiare il sindaco l’ha invece innescata il collegio preposto ai controlli ed alle verifiche di garanzia. E’ immaginabile che vi saranno dei ricorsi, ed è immaginabile che il Comune dovrà costituirsi negli stessi, ma a detta del collegio dei revisori, tutta la giurisprudenza corrente è abbastanza chiara nell’interpretazione dell’articolo 92 comma 6 del decreto legislativo 263/2006, il Codice dei contratti pubblici. La premialità per una progettazione è di per sé una deroga al principio che l’attività di un dipendente pubblico debba essere interamente compresa nella retribuzione di competenza. Ma delle premialità, ha stabilito la sezione autonomie della Corte dei Conti, possono essere ammesse solo quelle legate alla progettazione di opere pubbliche e giammai le altre attività.

Un principio più che chiaro, per i magistrati contabili, che relega invece ogni altra elargizione e riconoscimento legato a prestazioni considerate invece ordinarie e incluse nelle mansioni e nel ruolo del funzionario, ad indebita attribuzione di denaro pubblico al dipendente. Certo, di casi a livello nazionale ve ne sono stati tanti eccome, ma tutto è stato poi ricondotto al pronunciamento del 4 aprile scorso della già citata sezione della Corte dei Conti. Ora, nel caso di Brindisi, le responsabilità saranno valutato dalla procura presso la Corte dei Conti di Bari, e non è escluso che la stessa disponga accertamenti più vasti. La cosa non è più nelle mani dei sindacati di categoria e della politica.

Gli amministratori sono stati formalmente avvertiti dal collegio dei revisori: dovranno attivare le procedure per richiedere la restituzione delle somme, che non sono irrilevanti. Anche se le cifre cambiano a seconda delle determine, 500mila euro diviso 70 fa poco più di settemila euro a botta, ma si parla anche di premi che sfiorano i 40mila euro. Queste le notizie che arrivano da fonti ufficiose ma bene informate. Insomma, una faccenda in sofferenza, di cui si era già parlato più volte, è arrivata se non al capolinea, quanto meno sotto la lente d’ingrandimento di terzi che non sono gli amministratori o il consiglio comunale. Sarà una Natale caldo al Comune di Brindisi, anche su questo fronte.

Sempre secondo informazioni giunte dal municipio, tra le premialità attribuite ai dirigenti finiti nel campione del collegio dei revisori, vi sarebbero attività del tutto ordinarie come gli interventi disposti sul verde pubblico, la segnaletica stradale e sul piano traffico, tutte escluse dalla lettura dell’articolo 92 effettuata dalla Corte dei Conti. Il settore più “produttivo” di premialità considerate indebite dal collegio dei revisori, quello dei Lavori pubblici, che rappresenterebbe circa l’80-90 per cento del campione. Il resto è diviso tra Pubblica istruzione, sport e cultura, e Urbanistica, mentre nel campione risultano marginali Patrimonio e casa, Trasporti e Igiene urbana. Ora tocca all’amministrazione comunale.

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