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Premio Palmina Martinelli: "Acquapura è la sintesi felice della sensibilità al sociale"

Acquapura è la sintesi felice della sensibilità al sociale e della mission educativa della scuola, declinata nelle varie forme sviluppate da tutti gli istituti partecipanti, ognuno desideroso di segnare, in qualche modo, la sua partecipazione, non retorica ma emotiva, ad un tema tragicamente importante

BRINDISI - Acquapura non è solo un titolo. O meglio, è anche un titolo, quello del cortometraggio realizzato dagli studenti del Liceo Classico Benedetto Marzolla che ha vinto il primo premio del concorso cineamatoriale “Palmina Martinelli” patrocinato (e fortemente voluto) dalla questura di Brindisi. Acquapura è la sintesi felice della sensibilità al sociale e della mission educativa della scuola, declinata nelle varie forme sviluppate da tutti gli istituti partecipanti, ognuno desideroso di segnare, in qualche modo, la sua partecipazione, non retorica ma emotiva, ad un tema tragicamente importante. Un concorso “contro”: la violenza, il femminicidio e tutte le forme più orrende di sopraffazione.

Era importante partecipare, un dovere civile e una sfida, ancora una, per una scuola che cerca ogni giorno di mettere a fuoco al meglio finalità formative e cittadinanza, cultura e appartenenza. Ci è riuscito il Classico in una meravigliosa esperienza che ha “legato” studenti e docenti del gruppo di lavoro, un viaggio umano ricco di materia di confronto, di maturità, e non solo perché il concorso era destinato agli studenti delle classi quinte. L’idea, semplice, nata quasi all’unisono già nelle prime riunioni: calarsi nella realtà della violenza fuori dal (micro)cosmo adolescenziale e le parole dei due protagonisti - un uomo e una donna, non più Alfredo Catalano 5 E e Francesca Urgese, 4 B , 36 anni in due - hanno il sapore forte e netto del teatro greco che gli studenti del Marzolla studiano e interiorizzano.

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Testi dalla inconfondibile impronta classica, scritti di getto da Sofia Manfredi, 5 C e Alice Legrottaglie 5 D, ragazze delicate e profonde, sì, anche quello del protagonista maschile, che alla fine, dopo aver ammesso la violenza, con tracotanza chiede allo spettatore se lei avrà capito come vanno le cose, finalmente. Le cose cambiano, invece. L’amore di sé, confrontandosi anche con la disillusione, può salvare, e il volto intenso e straordinariamente maturo di Francesca, nata con la passione del teatro coltivata da tre anni presso la scuola di recitazione Talìa lo conferma. Si chiede, lei, quanto valga la sua vita, afferma che se ha la colpa di essere donna lo sarà in modo più sfacciato, che è donna e lotta per non smettere di esserlo. Ed esce. E denuncia. E diventa acqua pura. Quell’acqua che poteva salvare Palmina e che non scorreva la sera del 10 novembre 1981, elemento ricorrente in tanti contributi, omaggi freschi e sinceri alla memoria finalmente riabilitata di quella ragazzina fasanese spenta di colpo trentasei anni fa. Grazie all’iniziativa della Questura e della Polizia di Stato l’impatto emotivo con una storia atroce e scomoda si trasforma nell’opportunità concreta di indirizzare o cambiare pensiero ed azione, in una lezione di vita per i giovani cittadini che a contatto con cose grandi diventano essi stessi grandi.

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Il Marzolla vola sull’Olimpo, con una vittoria che racchiude in sé ogni impegno, presenza, e tutto il lavoro profuso finora in ogni iniziativa o progetto cui il liceo ha partecipato con entusiasmo e convinzione  ma l’IISS Marzolla-Leo – Simone – Durano, oltre al primo premio, si porta via pezzi della ribalta. E’nella rosa dei finalisti il suggestivo video “Scegli te” dello Scientifico Leo di S. Vito dei Normanni, un cortometraggio spot (protagonisti Alessia Ardone e Giulio Cesare Gavin, con la regia di  Alice Lodeto) che avvisa che la violenza fisica e psichica, possibile anche in relazioni tra giovanissimi, non deve essere mai considerata banale e che è sempre possibile scegliere: di perpetrarla o subirla ma anche di rifiutarla, scegliendo se stessi (come recita il titolo).

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Inoltre si fanno apprezzare, anche se appena fuori dal podio, i lavori in concorso dell’artistico Simone e del musicale Durano; all’artistico Simone, poi, l’onore di aver realizzato il logo della manifestazione (classe IV A grafica), il primo premio per il vincitore (Marta Noce….), la statuetta intitolata “Libertà e vincolo”  (opera di Erika D’Attis e…) donata sul palco ad una emozionata sorella di Palmina Martinelli e la tela “volto senza identità” di cui la professoressa Immacolata Tatullo fa dono al Prefetto Gabrielli. Preziosa e leggera la performance, anch’essa  “narrante”,  in cui l’orchestra ensemble delle classi II,III,IV e V del liceo musicale Durano, attraverso un medley di Edith Piaf, ha tracciato  un percorso di emancipazione, dal dolore angoscioso come un urlo soffocato di Je ne regrette pas al buonumore dopo una catastrofe sentimentale di Milord per approdare alla fiducia in sè e all’ottimismo de La vie en rose. Per vestirsi di libertà e di speranza. Complessivamente il bilancio dice che, nella specificità degli indirizzi, nella peculiarità dei talenti e degli interessi questa prima edizione del Premio Martinelli rappresenta per l’IIss Marzolla Leo Simone Durano, i suoi studenti, i suoi docenti,  un punto di arrivo, soprattutto di partenza, certi come si è che la creatività, la cultura e la sensibilità, se si fondono per un fine alto, segnano altezze da cui non si può cadere.

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