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Il sindacalista Cobas Roberto Aprile

Il sindacalista Cobas Roberto Aprile

Lsu, protesta davanti al Comune: prescrizione per il sindacalista Cobas

Per Roberto Aprile si tratta del 27esimo processo legato alle battaglie condotte al fianco dei lavoratori

BRINDISI – Processo numero 27 per il sindacalista Cobas, Roberto Aprile, brindisino, e prescrizione in Appello dall’accusa di non aver avvisato la questura di Brindisi, nei tempi previsti dalla legge, prima della protesta a sostegno della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili del Comune.

La sentenza

Il tribunale e la procura di LecceLa sentenza è stata pronunciata nella mattinata di oggi dalla Corte d’Appello di Lecce, di fronte alla quale era stato incardinato il ricorso presentato dall’avvocato di fiducia del sindacalista, Mauro Masiello dopo il decreto penale di condanna a un mese di arresto, con ammenda di duemila euro arrivata il 25 novembre 2015 dal Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica.

L’accusa

Il collegio, tenuto conto del trascorrere del tempo, ha dichiarato di “non doversi procedere” per “intervenuta prescrizione” nei confronti dell’imputato. Aprile era finito sotto processo in relazione alla manifestazione organizzata il 10 marzo 2014 dalla sigla Cobas, in piazza Matteotti, davanti a Palazzo di città.

Stando a quanto contestato nel capo d’imputazione, Aprile non avrebbe dato comunicazione della manifestazione alla questura, tre giorni prima della data stabilita per l’evento.

Il nuovo processo

Mauro MasielloNel frattempo ad Aprile è stata notificata la data del nuovo processo che dovrà affrontare, sempre in qualità di sindacalista Cobas: sarà in Tribunale, a Brindisi, a fine mese per difendersi dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, per aver “forzato il cordone di sicurezza degli agenti di polizia davanti all’ingresso del palazzo sede della Provincia il 9 giugno 2018”.

Il rappresentante sindacale avrebbe forzato quel cordone, nel tentativo di raggiungere il salone di rappresentanza del Palazzo, dove era in corso una riunione per discutere sul futuro dei lavoratori della società Santa Teresa, partecipata dell’Amministrazione provinciale. Anche in questo caso, Roberto Aprile, sarà assistito dall'avvocato Mauro Masiello (nella foto accanto).

L’unica condanna

A carico di Aprile c’è una sola condanna, diventata definitiva: dieci mesi di reclusione con le accuse di interruzione di pubblico servizio e violenza privata, in concorso con 28 disoccupati. Accuse per le quali il procuratore generale chiese l’assoluzione. Dei 29 imputati, 18 furono destinatari il 12 ottobre 2011 di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari (blitz chiamata Escalation). I fatti contestati risalgono all’1 e 2 marzo 2011, quando il gruppo che componeva un comitato di disoccupati si presentò davanti ai cancelli della società Monteco, all’epoca titolare dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.  

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