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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

A Giulio Redaelli, urbanista amico del Sud, da parte degli amici mediterranei

È “dedicato a tutti gli amici mediterranei di Giulio” il libro che rende omaggio a Giulio Redaelli, l’architetto-urbanista brianzolo che, alla fine degli anni Settanta, contribuì alla realizzazione del Piano regolatore generale della nostra città

BRINDISI - È “dedicato a tutti gli amici mediterranei di Giulio” il libro che rende omaggio a Giulio Redaelli, l’architetto-urbanista brianzolo che, alla fine degli anni Settanta, contribuì alla realizzazione del Piano regolatore generale della nostra città. E sono stati proprio loro, gli amici e i colleghi brindisini di Redaelli che giovedì, presso la Sala Università di Palazzo Nervegna, hanno voluto ricordare l’architetto in occasione della presentazione del libro edito dalla casa editrice brindisina Hobos e intitolato “Saggi sullo sviluppo della città policentrica jonico-salentina 1982-1995”, e firmato da Vittorio Bruno Stamerra e Vito Redaelli. (134 pagine-euro 12,00).

Vittorio Stamerra-2Il primo a portare il proprio ricordo personale è stato il giornalista Vittorio Bruno Stamerra (che del libro ha curato la prefazione, l’impostazione generale e la prima delle tre sezioni che lo compongono). Al numeroso pubblico presente, formato anche da molti addetti ai lavori, Stamerra ha spiegato cosa ha voluto raccontare nella sua prefazione: ossia come nacque il rapporto tra Brindisi e Giulio Redaelli, l’attualità delle sue intuizioni, della lettura del territorio e delle proposte che l’architetto fu capace di formulare trent’anni fa. Stamerra ha quindi ricordato il giorno del funerale dell’urbanista alla Bovisa e come Redaelli avesse visto sempre male la costruzione dell’aeroporto di Malpensa (finanziato dal governo italiano del tempo, al posto della costruzione della Dorsale adriatica scelta dal Parlamento europeo), perché quell’opera avrebbe allontanato il Sud dal Nord ancora di più (Nella foto, Stamerra).

Da sinistra, Goggi, Marinazzo, Delli Santi e Bruno-2Dopo Stamerra, a portare un ricordo personale di Redaelli è stato il vicesindaco di Brindisi, Pino Marchionna, un ricordo legato al 1992, quando era sindaco della città e con l’urbanista si recò ad Atene per parlare del primo progetto comunitario in cui era coinvolto il Comune di Brindisi: l’Interreg italo-greco. Marchionna ha, quindi, evidenziato l’importanza del libro per “riportare alla memoria dei giovani di oggi quello che si è sviluppato in quegli anni” e l’importanza del pensiero lungo e strategico che, secondo il vicesindaco “è mancato, credo, in questi anni a questo Paese” (Nella foto, Goggi, Marinazzo, Delli Santi e Bruno).

Il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Brindisi, Augusto Delli Santi, ha affermato che “ricordare Redaelli e l’area jonico-salentina ci riporta all’attualità. Il nome di Redaelli ci riporta al Piano regolatore generale di Brindisi e alla sua visione”. Delli Santi ha quindi ricordato come oggi si sia in “pieno studio di relazione di Pug”. La presentazione di un libro come questo è per il presidente dell’Ordine degli architetti di Brindisi, Maurizio Marinazzo, un’occasione per “fare riflessioni più generali sulle città, sul governo del territorio. Riflessioni che partono da alcuni temi trattati nei saggi e che mi sembra che siano attuali”. Marinazzo ha quindi evidenziato che leggendo questi saggi ha percepito, di quel periodo, la partecipazione, un’attenzione e un confronto che oggi si fa fatica a ricostruire e la passione che Redaelli metteva nei suoi articoli, nonché l’attenzione per il mestiere vissuto con dedizione.

L'intervento di Ferdinando Scianna-2L’architetto Tonino Bruno ha voluto invece con il suo intervento “sminuire questo ruolo di Redaelli ‘visionario’ perché- come affermato dall’architetto - “molta di quella progettualità, di quelle cose che Redaelli ha portato a Brindisi sul piano urbanistico e istituzionale, è nei fatti ”. Bruno, dopo aver ricordato una frase di Redaelli che sosteneva che “la buona urbanistica ha bisogno della buona politica e la buona politica ha bisogno della buona urbanistica”, ha proseguito parlando di quanto Brindisi, nella metà degli anni Settanta, fosse promettente sul piano dello sviluppo a livello regionale e di quanta importanza Redaelli dava al Salento (che considerava la seconda regione agraria del Mezzogiorno). L’architetto ha concluso con le altre grandi intuizioni di Redaelli, come l’accordo di programma e l’importanza dell’alimentazione mediterranea e sostenendo che il modo migliore per onorare la sua memoria è ripartire dai suoi insegnamenti, da quello che lui intendeva per urbanistica (Nella foto, l'intervento di Ferdinando Scianna).

Da sinistra, Vito Redaelli e Nicola Costantini-2Dopo l’intervento del figlio di Giulio Redaelli, Vito (in sala era presente anche la moglie di Giulio Redaelli, Anna), che ha spiegato come è strutturato il libro, la parola è passata ad un altro amico dell’architetto, il famoso fotoreporter Ferdinando Scianna, che ha raccontato la sua ventennale amicizia con l’urbanista e come abbia conosciuto prima le sue idee e poi la persona. Per Scianna,  Redaelli era “un tipo sorprendente” e ciò che gli manca non sono le sue idee ma quella “materia umana” di cui esse erano fatte. Giorgio Goggi, docente del Politecnico di Milano e progettista del Pug di Brindisi in corso di redazione, ha ricordato invece il nuovo meridionalismo di Redaelli e le tre “accessibilità” di cui la città jonico-salentina doveva essere dotata: quella trasportistica, quella informazionale e quella decisionale che per Goggi altro non sono che il paradigma di una società inclusiva il cui nemico era l’assistenzialismo (Nella foto, Vito Redaelli e NIcola Costantino).

Carmine Dipietrangelo-2“Lo ritengo un maestro della transizione dall’urbanistica della città a quella del territorio”, afferma Nicola Costantino, presidente dell’Acquedotto Pugliese, ingegnere e docente universitario, che ha parlato invece di altri aspetti di Redaelli: dall’insegnamento scientifico-accademico al suo essere politico e meridionalista, concludendo con l’attenzione verso l’uomo, verso la persona, che Redaelli aveva e che ne fece anche un grande umanista.

La presentazione del libro “Saggi sullo sviluppo della città policentrica jonico-salentina (1982-1995)” si è conclusa con gli interventi dal pubblico di un ex studente di Redaelli, l’architetto Lapenna, che ha parlato dell’insegnamento di Redaelli come professore universitario e di Carmine Dipietrangelo, presidente di Left-Brindisi, che ha parlato del piano di sviluppo regionale dell’epoca come unico strumento di programmazione della Regione (Nella foto, Carmine Dipietrangelo).

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